Clonazione umana, le posizioni dei governi mondiali

Iniziata all'ONU la discussione sulla clonazione umana:

al bando quella riproduttiva, lo scontro è su quella terapeutica

 

Da ieri si è riaperta, alle Nazioni Unite, la discussione sul bando totale della clonazione umana, attivo dal 2001 ma soggetto a termine. A un testo promosso dal Costa Rica e sostenuto da 57 paesi, che chiede il bando totale sia della clonazione riproduttiva che di quella terapeutica (finalizzata, cioè, alla produzione di cellule staminali embrionali), si contrappone una proposta di risoluzione sostenuta dal Belgio e da altri 21 paesi, che ammette la seconda.
La battaglia tra le due posizioni, iniziata nel 2002, continuerà prevedibilmente a lungo, senza esclusione di colpi.
Tra i paesi che chiedono il bando totale molti hanno governi di centrodestra: Stati Uniti, Italia, Australia, Portogallo, Filippine, una sfilza di Paesi latino-americani, tra cui emerge il Costa Rica, che ha presentato la mozione. Ma c’è anche il Cile del socialista Lagos, e paesi africani come Kenya e Nigeria.
Nel blocco contrapposto c’è invece un nutrito gruppo di governi di sinistra: dal Belgio agli scandinavi, dalla Cina a Cuba, all’India, al Sudafrica, fino al Regno Unito, che su questo tema rompe il fronte con l’America. Ma ci sono anche nazioni con governi di centrodestra, come il Giappone, la Grecia, Israele, con al governo un partito islamico come la Turchia, o con premier democristiano, come i Paesi Bassi. Negli Stati Uniti la ferma posizione anticlonazione di Bush è contestata da Kerry. Con toni che hanno indotto Charles Krauthammer, editorialista del Wall Street Journal, a definire con sarcasmo “demagogiche” le posizioni del candidato democratico, che quasi promette la guarigione ai paralitici come risultato della sua vittoria. “La politica non cura la paralisi”, è l’acre titolo dell’articolo.
Ma in altri casi l’opzione è trasversale agli schieramenti politici. Israele e Turchia, in particolare, sono paesi dove intorno alla libertà di clonazione ruotano ormai anche precisi interessi economici. E il sostrato religioso la sua importanza: al mondo cristiano appartengono tutti i paesi favorevoli al blocco totale, con una netta prevalenza di quelli cattolici, anche se in America, capofila del gruppo,
molte chiese evangeliche appoggiano la posizione del metodista Bush contro quella pro-clonazione terapeutica del cattolico Kerry (contestata dai vescovi). I paesi a cultura religiosa induista e buddhista non sembrano avere problemi: oltre a quelli già citati, ci sono Corea del Sud, Singapore, Cambogia. I musulmani, curiosamente, non sembrano avere un’opinione in proposito.
D’altronde, non hanno ancora deciso come schierarsi né la Francia di Chirac né la Germania di Schröder.

Da
Il Foglio
23 Ottobre 2004

www.genova.mpv.org

ultimo aggiornamento 23/10/2004

 

il sito ufficiale dei giovani del Movimento per la Vita di Genova e della Liguria

 

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