Zapatero non dà diritti ai gay. Attacca il matrimonio

Secondo il gioco dell'illuminismo radicale, i valori possono diventare ostaggio di élites economiche o ideologiche, senza che si debba rendere conto al senso comune.
L'interesse della società consiste nel difendere e quindi nel promuovere la famiglia tradizionale per la continuità di un popolo: Per questo non riveste alcun interesse pubblico l'unione omosessuale, per definizione sterile.
Dal baby-farmaco al divorzio veloce, dalla destrutturazione del matrimonio alla manipolazione dell'embrione, è in corso un tentativo di recidere le ultime radici che legano l'Europa alla sua tradizione.
L'intervista a "Il Foglio" del professor Vittorio Possenti

Verrebbe da dire che mentre Roma bruciava, Nerone suonava la cetra. Ma secondo la Sir, l'agenzia di stampa vicina alla Cei, l'assalto zapateriano al matrimonio è stato ancora più efficace perché apparentemente minimalista, un piccolo cambiamento di un articolo del codice: “Non si afferma in positivo la ‘rivoluzione', la si rende operativa per litote, per preterizione. Viene utilizzato un artificio che rende astratti i termini della questione, utilizzando i termini generici”. In questo caso “coniuge” e “genitore” al posto di moglie e marito, padre e madre. “Il gioco dell'illuminismo radicale e dei suoi nipotini, fino a Zapatero, è stato separare progressivamente l'affermazione dei diritti (e dei valori) dalla vita, cioè dalla verità, parola che viene quasi proibita. Con il risultato che i valori possono diventare ostaggio di minoranze politiche (i giacobini, i bolscevichi e gli esempi possono essere molteplici) o di élites economiche o ideologiche, senza che si debba rendere conto al senso comune, al buon senso, alle ragioni della vita”.

Vittorio Possenti è docente di Storia della filosofia morale all'Università di Venezia. Nel 2002 ha scritto per le edizioni Armando “Religione e vita civile. Il cristianesimo nel postmoderno”. Pensa che quel tipo di illuminismo radicalizzi l'autonomia fino a discriminarla, che sia il portato di un “neutralismo agnostico assoluto” e celebri un laisser faire etico che rinuncia a ogni graduatoria fra le idee del bene. George Steiner, nel suo saggio sull'Antigone, scrive che “dopo il 1789 non ci sarà più armistizio fra l'individuo e la storia politica. Una bellezza terribile era nata, insieme a una, più frequente, terribile bruttura”.

Al Foglio Possenti spiega che si tratta dell'“equivalenza di tutte le concezioni del bene, una vale l'altra, un relativismo etico assoluto, la libertà dell'individuo come bene politico supremo. Con Zapatero è in corso una drastica rivoluzione in cui l'individuo ritiene di essere la suprema sorgente del bene e del male. Così facendo, il problema dell'altro viene cancellato”. Ma nella decisione spagnola ha giocato anche un altro aspetto, che è possibile arrivare a sovvertire regole universali, come il matrimonio inteso come società naturale, attraverso il potere legislativo. “E' l'essenza del positivismo giuridico assoluto, la volontà del potere fattuale che prevale su ogni altro aspetto. Nella scelta di Zapatero c'è la stessa idea catastrofica presente nel nazismo e nel comunismo della volontà, del Führer o del Partito comunista come sola fonte di legittimità. Il potere legislativo, sostenuto da una qualche legittimazione elettorale, decide ciò che è giusto”. Hayek parlava di “tirannia della maggioranza”.

Possenti è cauto nell'usare l'espressione “matrimonio omosessuale”: “E' un trucco linguistico, uno dei tanti usati oggi per manipolare l'opinione pubblica. Attraverso i giochi linguistici passa qualsiasi idea. Dovremmo studiare le centrali culturali della stampa spagnola per capire da dove arriva questa spinta. E' vero, la civiltà va avanti riconoscendo diritti a chi li deve ancora avere, ma qui non parliamo di un diritto. Mentre reputo che l'estensione del diritto alla vita del concepito vada verso la civiltà e il suo progresso, in questo caso l'omosessualità è una possibilità e i diritti non possono essere inventati. Questo tipo di rivoluzione biologica e genetica dei desideri dell'io proviene da un'eguaglianza di tipo non differente, come se quella sessuale fosse una differenza irrilevante”. L'interesse della società consiste nel difendere e quindi nel promuovere la famiglia tradizionale per la continuità di un popolo: “Per questo non riveste alcun interesse pubblico l'unione omosessuale, per definizione sterile e inetta. E' la genetica a dirci che i 46 cromosomi sono figli della polarità maschio-femmina. Si potranno studiare formule di riconoscimento di partnership, ma il matrimonio è generazione e vitalità”.

Nella decisione parlamentare spagnola ha agito la presunzione e la rassicurazione che fosse la maggioranza a volerlo. “Ma quest'idea che il principio democratico sia basato sul consenso nasconde una menzogna. Tutti i grandi teorici del liberalismo, da Locke a Maritain a Bobbio, hanno scritto che le regole democratiche prevedono la verifica del consenso, ma anche che la democrazia non si riduce a questo. Hitler ebbe il suo bel consenso nel 1933. Ridurre la democrazia a consenso, manipolato attraverso i mass media come in Spagna, conduce a una forma deleteria di democrazia, di tipo totalitario. Il principio dell'assolutezza dell'io di stampo radicale si coniuga all'idea totalitaria del positivismo”.

Dal baby-farmaco al divorzio veloce, dalla destrutturazione del matrimonio alla manipolazione dell'embrione per Possenti è in corso un tentativo di recidere le ultime radici che legano l'Europa alla sua tradizione. “Il matrimonio monogamico è figlio dell'Europa. La direzione intrapresa è quella di una società incentrata, in modo parossistico, sul primato individuale, che scambia i desideri per i diritti e celebra il suo declino morale. L'Europa non ama più se stessa”. Un'Europa che contemporaneamente abusa del termine “diritto umano” ma poi dimentica quello alla vita e alla libertà religiosa. “In occidente è sempre più difficile rendersi conto di chi sia l'altro. Lo abbiamo visto con l'embrione, rinchiuso nel suo ergastolo del freddo, nel suffisso ‘pre'. L'idea radicale e libertaria tende alla barbarie e a concentrare tutto sul più forte. Esistono diritti solo per chi li sa gridare sulla piazza pubblica. E' un insulto alla giustizia politica”.

Giulio Meotii
da www.ilfoglio.it
5 luglio 2005

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14 Agosto 2005

 

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