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I pastori non ascoltano il gregge, lo difendono dai lupiI vescovi facciano i pastori e non i politici”, dicono, e per una volta hanno ragione. Parlando a vanvera può capitare di centrare casualmente il bersaglio. Sul quotidiano della Margherita, Europa, Alberto Monticone, Angelo Bertani e Aldo Maria Valli cercano di insegnare il mestiere ai vescovi e indicano, senza volerlo, la strada da seguire. Perciò i cattodemocratici che vogliono una gerarchia molliccia devono dire esattamente il contrario: “I vescovi facciano i politici e non i pastori”. Secondo Monticone [...] la Chiesa non deve compiere “atti di rilevanza politica”. Deve essere quindi irrilevante. E proseguire la “costruttiva tradizione dell'episcopato italiano degli ultimi anni”, quelli durante i quali molti pastori si distrassero e i lupi scesero a valle: divorzio, aborto, nuove chiese progettate da architetti anticristiani, declino della domenica… Bertani dice che Ruini sta cercando di resuscitare il passato e non il Vangelo, può darsi, intanto lui sta cercando di strappare dal Nuovo Testamento la Lettera ai Romani. Valli intervista alcuni parroci allo sbando secondo i quali il vero problema è la mancanza di lavoro. Il Vaticano invece di prendersela coi matrimonietti dovrebbe costruire fabbriche al sud, sembra di capire. Un prete dice che i suoi parrocchiani non credono più nell'indissolubilità del matrimonio e nell'obbligo di andare a messa però ha trovato una ricetta: l'ascolto. Insomma il gregge si sta sparpagliando in ogni direzione e lui si è messo a registrare i belati. Camillo Langone www.genova.mpv.org 18 Febbraio 2007
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