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La libertà di ZapateroIl matrimonio come nuovo rito del consumismo è un avanzamento della libertà e della civiltà? Nel celebrare l'approvazione legislativa del pacchetto tana-libera-tutti che consente ai gay di sposarsi e agli etero di divorziare dopo tre mesi senza separazione né motivi né consenso del coniuge, il premier Zapatero ha parlato di «passo avanti della libertà» e il regista Almodóvar di «fine del modello cristiano di famiglia». Al pari di ogni rito della civiltà dei consumi, il matrimonio rischia di venire vissuto come il soddisfacimento di un'esigenza momentanea. Il mondo a cui si ispira Zapatero ha deriso l'ipocrisia della coppia borghese che rimane fintamente unita per dipendenza economica e rispetto delle forme, ma cosa può creare al suo posto? Altrettanti infelici che passano la vita a sognare la storia perfetta, salvo disfarsene non appena alla fase dell'attrazione segue quella della costruzione, l'impegno in un progetto di lunga durata che imponga rinunce e sacrifici. Oltre i quali i saggi assicurano ci sia la libertà, quella vera. Massimo Gramellini www.genova.mpv.org 2 Luglio 2005
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