Fecondazione assistita: non torniamo
indietro
Uno schieramento trasversale di parlamentari e di
associazioni ha depositato in Cassazione i quesiti referendari sulla
procreazione assistita. I tre quesiti riguardano la salute delle
donne, la liberta' della ricerca e la possibilita' di praticare
la fecondazione eterologa. Ve ne e' un altro,
sostenuto da un gruppo piu' ridotto di parlamentari e di associazioni,
sull'abrogazione dell'articolo 1 della legge.
Si vuole dunque far saltare la legge, contestando
fondamentalmente il punto cardine, contenuto nel primo articolo:
l’embrione è degno di rispetto e di tutela, perché
è un essere umano nella fase iniziale del suo sviluppo. Misconoscendo
questa verità, si finisce con l’affermare solo la libertà
dell’adulto: libertà della donna di rifiutare l’impianto
in utero (ma le linee guida del Ministero hanno confermato che non
può essere obbligata a ricevere l’embrione fecondato);
libertà della ricerca sconsiderata sull’embrione, giungendo
alla sua distruzione; libertà di far intervenire un estraneo
alla coppia nella fecondazione.
Ora, la campagna referendaria è fondata sulla
menzogna e su slogan ripetitivi, propri di chi non vuol ragionare;
la metodologia è la stessa – lo ha affermato anche
al TG1 Marco Pannella – usata per introdurre il divorzio e
legalizzare l’aborto. Appaiono vecchi questi paladini della
falsa libertà, responsabili di tanti mali della nostra società.
Che cosa ha portato l’introduzione del divorzio? Lungi dall’essere
una conquista di civiltà, ha contribuito a sfasciare l’istituzione
matrimoniale e la famiglia, provocando vittime, specialmente tra
i figli. Una libertà senza responsabilità ha fatto
prevalere l’egoismo. E l’aborto? È stato un crimine
che non ha permesso a milioni di bambini di avere una vita ed ha
contribuito a rendere la nostra società più vecchia
e preoccupata del futuro.
Che cosa avverrà se questi politici, che
operano contro il bene comune, riusciranno a convincere gli italiani
che la legge sulla procreazione medicalmente assistita è
oscurantista e indegna di un paese civile? L’essere umano
sarà, ancora una volta, trattato come un oggetto e prevarrà
la violenza del più forte sulla dignità del più
debole.
Si rivendica la libertà della donna (secondo la dottrina
femminista, l’uomo non avrebbe alcun ruolo nella maternità!),
perché non si ha il coraggio di impegnarsi per la responsabilità.
Si rivendica la libertà nella ricerca (secondo l’illuminismo
la conoscenza è un bene assoluto, indipendentemente dai soggetti
coinvolti), perché si è presi dalla bramosia di conoscere.
Si vuole la fecondazione eterologa (secondo i modelli culturali
odierni, nulla deve fermare il desiderio dell’adulto), dimenticando
la condizione del figlio che nascerebbe con più genitori.
Davanti a queste ombre, frutto del vero oscurantismo,
quello che teme la verità scientifica e filosofica, come
credenti siamo chiamati ad agire nella luce per il bene dell’uomo.
Occorre ribadire che la procreazione è un atto di vera libertà,
perché coinvolge l’uomo e la donna nella loro reciproca
donazione, disponendoli ad accogliere la vita come un dono e non
come una conquista.
Marco Doldi
www.genova.mpv.org
ultimo aggiornamento 25/07/2004
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