L'aborto e la legge

La lettera di un lettore. E la risposta di un settimanale famoso. E irresponsabile, nella migliore delle ipotesi

La vita – hanno ricordato i Vescovi italiani – è un gesto di amore libero e gratuito di Dio e ogni uomo è un riflesso del Verbo di Dio. La divina Rivelazione attesta che il vero Dio è l'Autore dell'intera realtà ed essa proviene dalla potenza della sua Parola creatrice.

“Ciò significa – leggiamo nella prima enciclica di Benedetto XVI, “Deus caritas est” (DC) – che questa sua creatura gli è cara, perché appunto da Lui stesso è stata voluta, da Lui fatta” (9). Il Dio che conosciamo ama l'uomo e lo ama personalmente. La storia di questo amore è cominciata con l'elezione di Israele, attraverso il quale l'unico Dio intende raggiungere e guarire tutta l'umanità. Nell'Antico Testamento i profeti, ad esempio Osea ed Ezechiele, hanno descritto la passione di Dio per il suo popolo con immagini espressive, proprie del fidanzamento e del matrimonio.

La storia d'amore di Dio con Israele consiste, in profondità, nel fatto che Egli dona la Legge , la quale insegna la vera natura dell'uomo e gli indica la strada dell'autentico umanesimo e della sua realizzazione. In tale storia “l'uomo vivendo nella fedeltà all'unico Dio, sperimenta se stesso come colui che è amato da Dio e scopre la gioia nella verità, nella giustizia, la gioia in Dio che diventa la sua essenziale felicità” (DC 9).

Nel Nuovo Testamento, la figura del Verbo di Dio offre all'amore di Dio un realismo inaudito. Il suo agire “acquista ora la sua forma drammatica nel fatto che, in Gesù Cristo, Dio stesso insegue la pecorella smarrita, l'umanità sofferente e perduta” (DC 12). La parabola del pastore che va in cerca della pecorella smarrita, della donna che cerca la dracma, del padre che corre incontro al figlio sono la spiegazione dell'essere e dell'operare di Dio. Soprattutto la Croce è l'evento massimamente rivelativo dell'amore di Dio, che tocca la sua forma più radicale. Il Papa dice con chiarezza che “partendo da lì deve ora definirsi che cosa sia l'amore” (ibid.). A partire dalla contemplazione dello spettacolo della Croce il cristiano trova la strada del suo vivere e del suo amore.

La fede biblica insegna che l'uomo, creato ad immagine del Dio-Carità, porta in sé la vocazione all'amore. Ricorda la costituzione conciliare “Gaudium et spes” che l'uomo “in terra è la sola creatura che Iddio abbia voluto per se stesso” e non può “ritrovarsi pienamente se non attraverso un dono sincero di sé” (24). Questa verità non proviene dall'esterno, come si trattasse di una norma, ma dall'interno: dice chi è l'uomo nella sua dimensione spirituale e corporale. Questa verità appare in tutta la sua bellezza nell'incontro dell'uomo con la donna.

Adamo è in ricerca e abbandona suo padre e sua madre per trovare la donna; in tal senso l'eros è come radicato nella stessa natura umana; insieme maschio e femmina diventano una sola carne, rappresentando così l'interezza dell'umanità. L'eros, forza vitale, conduce all'agape, cioè ad un legame caratterizzato dalla unicità di questa sola persona e alla definitività del per sempre. L'eros, orientamento fondato nella creazione, rimanda al matrimonio, come luogo ove vivere la dimensione dell'amore unico, fedele e fecondo.

Il matrimonio, fondato su un amore esclusivo, definitivo e aperto alla trasmissione della vita, diventa l'immagine plastica del rapporto di Dio con Israele e, nel tempo stesso, l'amore gratuito, fedele e creativo di Dio diventa la misura dell'amore umano. Una misura che in Cristo Sposo della Chiesa raggiunge il vertice e la pienezza.

Ogni uomo che nasce è amato da Dio e ha diritto ad esser il segno responsabile dell'amore dei suoi genitori. Oggi questo contesto chiede attenzione da parte di tutto il Popolo di Dio, perché sono messe alla prova le esperienze umane fondamentali: il rapporto uomo-donna, la sessualità e la generazione, l'amicizia e la solidarietà, la realizzazione personale, la partecipazione attiva alla vita sociale. Ne sono segno le convivenze, le separazioni, la domanda di equiparazione di convivenze omosessuali al matrimonio; la chiusura alla vita mediante contraccezione e aborto e la richiesta alla tecnica di un figlio; gli eccessi nei farmaci e nell'alcol, le corse pazze in auto, l'uso di droga; la mancanza di solidarietà nella ricerca del lavoro e nella sistemazione della vita, i costi degli alloggi, la violenza depenalizzata; il cattivo esempio di politici che gestiscono la cosa pubblica nella ostinata contrapposizione tra le parti, l'evasione fiscale; le vuote figure che popolano gli schermi televisivi, la manipolazione delle notizie da parte di organi di informazione.

Non solo l'aborto e l'eutanasia, ma tutto questo è contro la vita, contro un progetto di vita: non a caso ogni forma di vocazione alla vita appare in crisi, sia quella al matrimonio come quella di speciale consacrazione. Le comunità cristiane devono essere attente a coltivare cristiani adulti, consapevoli e responsabili, capaci di dedizione e fedeltà. Ce n'è urgente bisogno!


gennaio 2006

Aggiungiamo noi di genova.mpv, che la legge 194 sull'aborto è stata approvata anche sull'onda emotiva di dati statistici falsi, lanciati dai radicali e ripresi dai maggiori giornali italiani. Ad esempio, un argomento molto forte dei sostenitori dell'aborto era la riduzione delle numerosissime morti per aborto clandestino (20-25 mila all'anno, secondo i loro dati). Basterebbe però consultare, per esempio, il Compendio Statistico Italiano del 1974: vi si legge che in Italia, nell'intero anno, sono morte 9.914 donne tra il 14 e i 44 anni, e cioè in età feconda. Fossero decedute anche tutte per aborto clandestino - cosa assolutamente assurda - non sarebbero comunque né 20.000 né 25.000!

Ora, gli aborti - veri - sono 150,000 all'anno in Italia. Grazie (sic) ad una legge approvata anche col consenso di di quanti o sono (o dicono di essere) contrari all'aborto eppure la considerano un'opzione del tutto legittima, che lo stato deve garantire e sostenere. Ma non siamo più negli anni '70. Nella società il vento è cambiato. Anche tra i liberal americani e inglesi. Se ne accorgeranno anche i politici italiani? Sarà troppo tardi?

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9 febbraio 2006

 

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