Embrione, Eco dà ragione a Sartori ed evoca San Tommaso d'Aquino

La critica di Eco alla Chiesa perchè difende gli embrioni

Umberto Eco lo chiama «un curioso ribaltamento della posizione della Chiesa, una curiosità storico-culturale» e poi aggiunge, ironicamente, «deve essere l'influenza del New Age». Lo scrittore parla — nella sua rubrica La bustina di Minerva, sull'Espresso di questa settimana— della posizione creazionista di San Tommaso d'Aquino, citata nei giorni scorsi anche da Giovanni Sartori sul Corriere.

Una teoria che «curiosamente non vie ne mai ripresa dagli ambienti fondamentalisti cattolici», più inclini a posizioni antievoluzioniste seguite dai fondamentalisti protestanti. Secondo San Tommaso, «Dio introduce l'ani ma solo quando il feto acquista, gradatamente, prima anima vegetativa e poi anima sensitiva. A quel punto, in un corpo già formato, viene creata l'anima razionale». L'embrione non ha un'anima razionale, che è quella che «rende l'uomo dotato di intelligenza e ne fa una persona». Tesi ribadita laddove si di ce che «dopo il Giudizio universale, alla risurrezione della carne non parteciperanno gli embrioni», in quanto non dotati di anima razionale e quindi non esseri umani.

Eco ricorda Sartori, quando si chiedeva se «non si faccia una certa confusione tra la difesa della vita e la difesa della vita umana». Il che porterebbe a «de finire come omicidio non solo spargere il seme a fini non fecondativi, ma anche mangiare polli e ammazzare zanzare».

da Il Corriere della Sera
12 Mar. 2005

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13 Mar . 2005

 

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