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Droga: accolte le richieste di RuiniApprovata dal Senato la nuova legge sulla droga. Che recepisce le indicazioni fornite da Ruini all'inizio della legislatura. Perchè l'azione preventiva e il recupero delle vittime della droga, di ogni droga, "è un preciso dovere dello Stato e dell'intera società"All'inizio della Legislatura, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana aveva chiesto: IL 26 GENNAIO 2006: OK DEL SENATO Parlano le comunità di recupero più serie e impegnate: «Le nuove norme sono un'opportunità in più per il recupero dei nostri ragazzi. Si è tenuto conto delle richieste che andavamo formulando da anni» «Nel complesso penso che le nuove norme siano una opportunità in più per il recupero dei nostri ragazzi. Un passo in avanti nel contrasto alle tossicodipendenze». Perché considera lo "stralcio Giovanardi" un importante passo avanti in favore proprio degli ultimi arrivati? Innanzitutto si tratta di innovazioni discusse alla recente conferenza di Palermo da 1.200 partecipanti. Le nostre istanze sono state accolte. Per esempio si distingue decisamente tra spacciatore e consumatore. Il consumo di droga, infatti, non viene perseguito penalmente come reato con una condanna al carcere, ma si applicano le sanzioni amministrative, graduate con attenzione. Bisogna tenere conto di come una volta quello dello spacciatore era un "mestiere" di nicchia, adesso le mafie hanno aperto veri supermarket delle droghe, assoldando tanti giovanissimi nello spaccio. Ora, se uno viene trovato con uno spinello è necessario che si indaghi per verificare se davvero si tratti di "uso personale" o se invece non vi siano legami proprio con il mondo della "distribuzione". Purtroppo il confine tra consumatore e spacciatore non è poi così netto. È sufficiente questo per farvi dire che sia una buona legge? No, penso anche alla possibilità di curare i detenuti in strutture di recupero per un periodo massimo di sei anni, e non solo quattro. Capitava spesso che un tossicodipendente condannato al carcere e "detenuto" in un centro di recupero venisse portato via dalle comunità al raggiungimento del termine di 48 mesi, obbligandolo a scontare il resto della pena in carcere. Non sempre quattro anni sono sufficienti alla piena riabilitazione. E il ritorno in carcere significava, questa sì, la definitiva condanna alla tossicodipendenza. Però non si distinguerà più tra droghe pesanti e leggere. Prima di tutto le droghe leggere non lo sono affatto. Il principio attivo ha raddoppiato la sua potenza distruttiva. È inesatto affermare che chi verrà trovato con una "canna" Non si può assolutamente sostenere ciò. Lo "stralcio Giovanardi" spiega che si ricorrerà ad ammonizioni, pene amministrative, e dunque ad una seria possibilità di recupero. I tempi cambiano e l'uso combinato di droghe, alcol, extasy, cocaina, cannabis apportano al consumatore danni gravissimi. Insomma, l'apparente consumo di drogne "leggere" invece produce effetti molto "pesanti". Il fronte delle comunità di recupero su queste norme si è diviso. Perché? Perché ci sono i tentacoli della politica, delle ideologie, dei pregiudizi. Io dico: non dobbiamo fare la guerra ai poveri. Piuttosto dovremmo essere soddisfatti, dopo anni di lotte, del riconoscimento della pari dignità tra pubblico e privato sociale. La possibilità data alle strutture accreditate di certificare lo stato di tossicodipendenza e dunque avviare con la persona che ci chiede aiuto il percorso riabilitativo è un segno di grande speranza. Nello Scavo www.genova.mpv.org 9 febbraio 2006
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