Zapatero dice sì alle unioni gay
E addio alla famiglia

Approvata in Spagna la modifica del codice civile che consente il matrimonio alle coppie gay. Abolite per legge le parole marito, moglie, padre e madre. Zapatero cancella così millenni di storia umana, e la stessa natura. E in Piazza San Pietro spunta lo striscione: "Zapatero is not Spain"

La Camera spagnola ha approvato a maggioranza la modifica del codice civile che permette alle persone dello stesso sesso di sposarsi; ora la decisione passa al Senato e, forse, potrebbe essere bloccata dal Partito Popolare che lì è maggioritario.

Il progetto, approvato dai deputati con 183 voti a favore e 136 contrari, modifica il codice civile spagnolo in 16 articoli, giungendo a sostituire le parole “marito” e “moglie” con “coniugi” e le parole “padre” e “madre” con progenitori. Se il testo di legge fosse approvato, le coppie omosessuali avrebbero gli stessi diritti che ha la famiglia, compreso quello dell'adozione dei figli.

La Chiesa spagnola vive con preoccupazione il momento e, tramite la Conferenza episcopale, ha dichiarato che “la riforma introdurrà un pericoloso fattore di dissoluzione dell'istituzione matrimoniale e insieme del giusto ordine sociale”.

In realtà, al di là di quanto avviene in Spagna, siamo davanti ad un fenomeno morale e sociale inquietante che comincia a diffondersi: ad esempio, negli Stati Uniti i parlamenti del Connecticut, del Vermont e del Massachussets hanno già approvato leggi statali a favore delle unioni omosessuali. Forse, per la prima volta, matrimonio, famiglia e società sono messi a dura prova e colpiti duramente.

Proprio il bene della società domanda ai credenti e a tutti quelli che sono impegnati nella promozione della persona di riflettere sulla natura e sulle caratteristiche irrinunciabili del matrimonio. Così ha fatto, sotto la guida dell'allora card. Joseph Ratzinger, la Congregazione per la Dottrina della Fede nell'autorevole documento “Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali” (2003).

L'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla complementarità dei sessi offre una verità evidenziata dalla ragione umana e riconosciuta come tale da tutte le grandi culture del mondo.

Il matrimonio non è una qualsiasi unione tra persone umane. Esso è stato fondato dal Creatore, con una sua natura, proprietà essenziali e finalità. Nessuna ideologia o cultura può cancellare dalla ragione umana una certezza: esiste matrimonio soltanto tra due persone di sesso diverso, che per mezzo della reciproca donazione personale, loro propria ed esclusiva, tendono alla comunione delle loro persone. In tal modo si completano a vicenda, per collaborare con Dio alla generazione e alla educazione di nuove vite.

La verità naturale sul matrimonio appartiene alla divina Rivelazione, contenuta nei racconti biblici della creazione, che sono anche espressione della saggezza umana di sempre, nella quale si fa sentire la voce della natura stessa.

Dall'insegnamento biblico cogliamo alcuni dati fondamentali, che rivelano il disegno creatore sul matrimonio, di cui parla il Libro della Genesi. In primo luogo l'uomo, immagine di Dio, è stato creato «  maschio e femmina » ( Gn 1, 27). L'uomo e la donna sono uguali in quanto persone e complementari in quanto maschio e femmina. La sessualità, da un lato, fa parte della sfera biologica e, dall'altro, viene elevata nella creatura umana ad un nuovo livello, quello proprio della persona, dove corpo e spirito si uniscono ed interagiscono.

Il matrimonio, poi, è voluto dal Creatore come forma di vita in cui si realizza quella comunione di persone che impegna l'esercizio della dimensione sessuale. «Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne» ( Gn 2, 24).

Infine, Dio ha donato all'unione dell'uomo e della donna una partecipazione speciale alla sua opera creatrice. Egli ha benedetto l'uomo e la donna con le parole: «Siate fecondi e moltiplicatevi» ( Gn 1, 28). Complementarità dei sessi e fecondità appartengono alla natura stessa dell'istituzione del matrimonio, svelata in pienezza da Cristo, che ha reso il matrimonio cristiano segno efficace della sua alleanza con la Chiesa.

Pertanto, non esiste alcun fondamento, razionale o di fede, per assimilare o stabilire analogie, neppure remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia. Il matrimonio è santo, mentre le relazioni omosessuali contrastano con la legge morale naturale.

Gli atti omosessuali, infatti, escludono dall'atto sessuale il dono della vita. Non comportano né permettono una profonda complementarità affettiva e sessuale. Le relazioni sessuali tra persone dello stesso sesso sono, così, condannate dalla Scrittura come gravi depravazioni (cf. Rm 1, 24-27 ; 1 Cor 6, 10; 1 Tm 1, 10).

Marco Doldi
Aprile 2005

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29 Apr. 2005

 

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