Non c'è pace senza rispetto della persona e della famiglia

Il vescovo di Genova, Bagnasco, ha sottolineato che verso la morale cattolica vi sono oggi due atteggiamenti: “di grande consenso quando parla dei temi della pace, della non violenza, della giustizia, della sollecitudine per i poveri, del rispetto del creato...ma di sospetto o di irritato rifiuto quando tocca la vita umana, la famiglia, il matrimonio”
“Sono in gioco – ha continuato l'Arcivescovo - le basi della nostra cultura; è in causa una visione individualistica oppure solidaristica dell'uomo e della società. Anche su questo piano il mondo guarda all'Italia se ha ancora qualcosa di proprio e di importante da dire all'umanità, oppure se vorrà unirsi al coro”

Il Messaggio della Giornata Mondiale per la Pace 2007 ha fatto registrare una singolare convergenza tra la Chiesa e alcune alte cariche dello Stato. Il Presidente della Repubblica ha risposto con una lettera alle parole di Benedetto XVI. “Santità – ha scritto G. Napolitano - ho letto con viva attenzione il Suo messaggio per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace; ne condivido pienamente la centralità assegnata – come imprescindibile punto di riferimento di ogni azione in favore della pace – alla persona umana, alla sua dignità, ai suoi inalienabili diritti e alle sue giuste esigenze”.

Nelle stesse ore, il vice premier M. D'Alema ha inviato dal Brasile un pensiero al Card. T. Bertone, Segretario di Stato: “"Il nostro ingresso nel massimo organo decisionale dell'Onu ci offre l'occasione di intensificare e rendere ancora più concreto il nostro impegno per assicurare il miglior funzionamento di un'organizzazione di cui il messaggio del Santo Padre riconosce il ruolo centrale a salvaguardia della pace e dei diritti umani".

Queste parole, evidentemente, esprimono la stima di cui gode la Chiesa e di come sia apprezzato il suo impegno perché gli uomini vivano pacificamente e godano dei medesimi beni. Di questo non si può che rallegrarsi. Tuttavia, sembra urgente allargare il consenso anche agli altri temi umani, che stanno giustamente a cuore al Papa.

In questa prospettiva sono significative le parole pronunciate Mons. A. Bagnasco, Arcivescovo di Genova, nel suo primo discorso alla Città per il tradizionale “Te Deum” di fine anno. Egli ha lucidamente notato come verso la morale cattolica vi siano oggi due atteggiamenti: “di grande consenso quando parla dei temi della pace, della non violenza, della giustizia, della sollecitudine per i poveri, del rispetto del creato...ma di sospetto o di irritato rifiuto quando tocca la vita umana, la famiglia, il matrimonio”(“Omelia 31/12/06).

Sembra che gli argomenti del secondo gruppo vadano risolti da ciascuno nella propria coscienza individuale, sotto il segno della libertà più assoluta. I n questo orizzonte, il tema della libertà è un nervo particolarmente sensibile; “sembra essere intesa non solo come un grande valore – senza non potrebbe esistere l'amore! – ma come un valore talmente primo e assoluto da giustificare ogni nostra scelta, quasi che la moralità dipenda esclusivamente dalla libertà dell'individuo”.

Ora, il vero bene della persona, ciò per cui una scelta è buona, è tale solo se contribuisce alla costruzione della persona nella sua globalità e non in quanto soddisfa una sua parte, un suo bisogno di ordine materiale o spirituale.

E, poi, nessuna scelta si può dire completamente individuale e privata: poco o tanto, in un modo o nell'altro tocca e coinvolge il bene di tutti. Soprattutto, quando entrano in campo i temi già ricordati della vita, della famiglia, del matrimonio, pilastri che fondano la convivenza e descrivono l'autocoscienza che la società ha di se stessa, non possiamo rimanere a guardare indifferenti come se le cose non ci toccassero e con la salomonica giustificazione che nessuno è costretto, ognuno sceglie per sé. “Sono in gioco – ha continuato l'Arcivescovo - le basi della nostra cultura; è in causa una visione individualistica oppure solidaristica dell'uomo e della società. Anche su questo piano il mondo guarda all'Italia se ha ancora qualcosa di proprio e di importante da dire all'umanità, oppure se vorrà unirsi al coro”.

La Chiesa ha una sua precisa idea sull'uomo, che si coglie adegutamente nel suo riferimento costitutivo a Dio e da questo punto deve essere globalmente considerato. Ogni tema umano si inserisce in questa visione armonica, dove Dio non opprime l'uomo, ma lo aiuta a realizzarsi. In questo terreno nascono insieme la promozione per la pace e quella per la famiglia, l'ecologia per il cosmo e quella per l'uomo. Ecco perché la convergenza per la pace si deve allargare a tutto tondo, facendo propri quei temi così importanti per il futuro del nostro Paese.

E, per riflesso: come non è un'indebita ingerenza quella della Chiesa parlare a favore della pace, così non lo è quella di intervenire a favore della famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo con una donna. Laddove questa convergenza non si realizzasse verrebbe il sospetto che si voglia davvero marginalizzare Dio dalla vita umana. Dominerebbe una visione a-religiosa della vita, del pensiero e della morale: una visione, cioè, in cui non c'è posto per Dio, per un Mistero che trascenda la pura ragione, per una legge morale di valore assoluto, vigente in ogni tempo e in ogni situazione.

Come, più volte indica Benedetto XVI, è urgente il compito far comprendere che senza Dio l'uomo è perduto e che l'esclusione della religione dalla vita sociale, in particolare la marginalizzazione del cristianesimo, mina le basi stesse della convivenza umana. Prima di essere di ordine sociale e politico, queste basi infatti sono di ordine morale.

Marco Doldi
Gennaio 2007

Google
  Web www.genova.mpv.org


www.genova.mpv.org

8 Gennaio 2007

 

il sito ufficiale dei giovani del Movimento per la Vita di Genova e della Liguria