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Riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali: un attacco alla famigliaReferendum in Svizzera il 5 giugno. I vescovi sottolineano che la famiglia assicura la sopravvivenza dello stato attraverso lo sviluppo di nuove generazioni. E pertanto va tutelata, per il bene di tuttiIn vista del referendum del 5 giugno prossimo che chiamerà i cittadini svizzeri ad esprimere un giudizio sul riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali, l'episcopato del Paese afferma che una misura mirante ad assimilare le unioni omosessuali all'istituzione del matrimonio causerà ai cittadini “molti .problemi da un punto di vista sociale”. In un comunicato diffuso dalla Conferenza dei Vescovi Cattolici della Svizzera i presuli giudicano la proposta avanzata una “falsa soluzione di un problema reale”: la discriminazione nei confronti delle persone omosessuali non viene superata, ponendo la loro unione sul piano del matrimonio.Per questo i Vescovi confermano la presa di posizione in difesa del matrimonio, già espressa tante volte in passato. In particolare, i presuli “considerano il progetto di legge sottoposto alla gente come molto problematico da un punto di vista sociale. Esso privilegia senza un apparente motivo un gruppo di persone rispetto ad un altro, giacché il modello di unione registrato, pur avendo qualche disposizione restrittiva, riprende da vicino l'istituzione del matrimonio ”. “Le unioni omosessuali non hanno la stessa funzione sociale della coppia e della famiglia. La coppia e la famiglia assicurano la sopravvivenza dello Stato, poiché danno vita ad una nuova generazione e la fanno crescere”. E per questa ragione, “ esse devono essere sostenute e privilegiate dalla legge ”. “I Vescovi non possono appoggiare delle posizioni privilegiate simili al matrimonio per gruppi di persone che non hanno la stessa funzione al'interno dello Stato ”, conclude il comunicato di fine aprile. La posizione dei Vescovi elvetici ripropone l'insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla complementarità dei sessi, una verità evidenziata dalla retta ragione e riconosciuta come tale da tutte le grandi culture del mondo. Occorre opporsi alle richieste che mirano alla legalizzazione delle unioni omosessuali, innanzitutto, in nome della retta ragione. Anche se il compito della legge civile è certamente più limitato riguardo a quello dela morale, mai una legge può entare in contraddizione con le esigenze della retta ragione: se così avvenisse perderebbe la forza di obbligare in coscienza. Ogni legge posta dagli uomini in tanto ha ragione di legge in quanto è conforme alla legge morale naturale, la quale insegna il bene morale personale e sociale, giungendo anche a difenderlo in sé e nelle forme che si concretizza. In questo caso, il bene è quello dell'incontro fisico e spirituale dell'uomo e la donna che, esprimendo l'amore con atti loro propri, divengono mediatori di nuove vite; la forma in cui viene vissuto questo bene personale è il matrimonio, ambito umano, che secondo il disegno del Creatore, permette ai coniugi di vivere le finalità proprie del loro amore. Se uno Stato rende legali le unioni omosessuali, ponendole sullo stesso piano del matrimonio, offende ed umilia un'istituzione essenziale per il bene personale e comune, quale è il matrimonio. Qualcuno potrebbe obiettare che la legge non impone alcun comportamento particolare, ma si limita a rendere legale una realtà di fatto. Qui si deve precisare che esiste una differenza essenziale tra il comportamento omosessuale come scelta privata – ugualmente grave – e lo stesso comportamento assunto a relazione sociale legalmente prevista, approvata e riconosciuta come una delle istituzioni dell'ordinamento giuridico. Nota opportunamente la Congragazione per la Dottrina della Fede: “il secondo fenomeno non solo è più grave, ma acquista una portata assai più vasta e profonda, e finirebbe per comportare una modificazione dell'intera organizzazione sociale che risulterebbero contrarie al bene comune” (“Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali” n.6). Sì le leggi svolgono un ruolo molto importante ed anche determinante nel promuovere la mentalità e i comportamenti dei cittadini; si pensi al riguardo che cosa ha comportato l'introduzione di leggi abortive: un diffuso disprezzo per la vita e un decadimento morale, con gravi danni per le generazioni seguenti. È chiaro che le se le unioni omosessuali venissero riconosciute dallo Stato ne deriverebbe un generale oscuramento del significato della sessualità, della procreazione, del matrimonio. Marco Doldi www.genova.mpv.org 4 Maggio 2005
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