![]() |
I miti e le speranzeL'Europa dice sì al finanziamento alla ricerca sugli embrioni. E le multinazionali del farmaco gongolano. Ma cresce tra i cittadini la sensibilità verso l'embrione umano. Indipendentemente da fedi e partiti, e nonostante un'ignoranza diffusa. Animati da queste certezze, una battuta d'arresto non spegne la speranza in chi, ovunque in Europa, lotta, soffre, lavora per l'autentico progresso Il Parlamento europeo ha dunque scelto - 284 voti a favore, 249 contro - di sostenere economicamente studi e sperimentazioni scientifiche da applicare alle innovazioni tecnologiche alle telecomunicazioni, alla difesa ambientale, alla tutela della salute. Durante il voto in aula è passato anche l'emendamento presentato dalla commissione Itre (industria e ricerca), che consentirà di finanziare gli esperimenti sulle cellule staminali embrionali prodotte per la fecondazione in vitro e non impiantate; questo potrà avvenire negli Stati in cui ciò sia consentito dalla legge nazionale. Il segnale che viene da Strasburgo non è per nulla positivo e, in sintesi, è questo: nella speranza ancora remota di guarire talune malattie, oggi si ritiene bene distruggere embrioni umani, al fine di avere a disposizione cellule staminali. In tanti e a diverso titolo abbiamo avvertito che esistono altre strade per far progredire la medicina e che mai una vita umana, seppure sembra piccola e di poco rilievo, può essere sacrificata. Tuttavia, oggi si devono fare realisticamente i conti con realtà straordinariamente potenti e spesso nascoste. Innanzitutto, il fattore economico: le aziende farmaceutiche trarranno vantaggio dalla decisione presa a Strasburgo, perché, al di là del modesto sostegno che l'Europa darà nei prossimi anni a questa ricerca, potranno liberamente impegnarsi nella ricerca di brevetti embrionali, che porteranno all'industria farmaceutica guadagni da capogiro. Purtroppo, le grandi multinazionali della medicina possono trasformare la sperimentazione in un'attività finanziaria. Poi, c'è il mito del progresso: davanti alle innumerevoli malattie, che ipoteticamente potrebbero essere curate, davanti alla promessa di una migliore qualità della vita e di una vita più lunga, molti sono sedotti. Parlamentari compresi. Marco Doldi www.genova.mpv.org 16 Giugno 2006
|