L'eclissi di Dio e l'amore debole

Sono sempre più forti e freqeunti gli attacchi contro la Chiesa. Ma la sua voce, lungi dallo scomparire, è sempre ascoltata. E con Benedetto XVI annuncia che l'uomo e la donna sono chiamati alla felicità nel loro donarsi e, di conseguenza, “la fede e l'etica non vogliono soffocare, ma rendere sano, forte e davvero libero l'amore”

 

“Se c'è un segno di decadenza nella Chiesa cattolica è questa ripetitiva predicazione del valore della vita, qualunque essa sia, purchè in grado di vegetare e di dar luogo a riproduzione”. Le parole sono del filosofo italiano G. Vattimo, il quale ha recentemente attaccato il Papa, non senza un evidente livore (cfr “L'Espresso” 6/6/06 online).

Contemporaneamente, egli svolge una forte apologia di un preciso modo di vivere, dove il relativismo porterebbe, finalmente, alla conquista che qualunque cosa affermata avrebbe l'alto valore di verità; dove la relazione sessuale si libererebbe dall'essere luogo di trasmissione della vita, retaggio del passato; dove la terra, che sarebbe ormai sovrappopolata ed esaurita, riceverebbe un beneficio dal basso tasso di ntalità; dove – questo è il punto finale - potrebbe affermarsi pienamente la cultura omosessuale. Questa è la teorizzazione del nuovo mondo, che i paladini della cultura omosessuale vogliono instaurare; dietro agli slogans basati sulla libertà, sul medesimo significato della scelta matrimoniale e gay, sui riconoscimento dei Pacs, c'è tutto questo. È bene rendersene conto, perché, facilmente, i più deboli potrebbero essere ingannati da falsi ideali, arruolati in manifestazioni oceaniche e potrebbero, un giorno, trovare distrutta la dignità e annientati i propri valori.

La Chiesa , che si oppone a questo tragico progetto, è duramente disprezzata: “maschilismo e sessuofobia si sono incrostati sul suo corpo”; essa proporrebbe un vero e proprio “culto della riproduzione”, come risposta al proprio invecchiamento, alla constatazione della perdita di ogni speranza di sopravvivere. Il Papa stesso – secondo Vattimo – sarebbe ormai vittima di un'ossessione: quella dell'amore che trasmette la vita, quella di garantire la superiorità cristiana attraverso i numeri! Perché tanto odio verso la Chiesa ? Probabilmente, perché si teme il fatto che essa, lungi dallo scomparire, è una voce ascoltata. Si teme il fatto che nessuna manovra economica possa determinarne le scelte, al punto che, finora, è la sola istituzione ad avere purificato la propria memoria dalle colpa commesse da singoli suoi figli nel corso della storia. Se la Chiesa non fosse ascoltata e, in diversa misura, seguita non varrebbe la pena scagliarsi contro di essa e diagnosticarle – non è la prima volta – la sua prossima scomparsa!

Il filosofo non accetta che l'amore tra l'uomo e la donna possa essere “forte e fecondo”, probabilmente perché immerso in una visione materiale dell'esistenza umana. Accosta l'amore tra l'uomo e la donna, da cui scaturisce una nuova vita “alle tante forme di putrefazione da cui nascono quei vermi che, evolvendo, popoleranno la terra dopo il disastro atomico”. Il padre nella famiglia avrebbe il compito di assicurare “l'educazione all'autorità e perpetuare il meccanismo edipico”. Il materialismo e il secolarismo teorizzano e sviluppano la scomparsa di Dio e della vita di fede, come conquista per l'uomo. Su questo punto, già il Vaticano II aveva ammonito che la perdita del senso di Dio non avrebbe portato ad alcun miglioramento, anzi, l'uomo avrebbe perso anche il senso di se stesso e del suo vivere.

Dal materialismo, incapace di cogliere un progetto spirituale per l'uomo, nascono i violenti attacchi al matrimonio e alla famiglia; lo ricorda il recentissimo documento del Pontificio Consiglio per la Famiglia : “mai nella storia del passato la procreazione umana e, quindi, la famiglia, che è il suo luogo naturale, sono state minacciate come nella cultura odierna. Le cause sono diverse, ma l'eclissi di Dio, creatore dell'uomo, sta alla radice della profonda crisi attuale della verità tutta intera sull'uomo, sulla procreazione umana e sulla famiglia” (“Famiglia e procreazione umana” n.3).

La famiglia fondata sul matrimonio costituisce un “patrimonio dell'umanità”, in quanto luogo di crescita delle persone; si fonda su quella comunione di vita tra l'uomo e la donna, compimento del loro progetto di amore e luogo degno per la crescita umana e spirituale dei figli. Soltanto la roccia dell'amore totale e irrevocabile tra uomo e donna è capace di fondare la costruzione di una società, che diventi casa per tutti gli uomini. Ecco perché oggi è urgente evitare la confusione con altri tipi di unione, come quelle omosessuali, basate su un amore debole, perché centrato su se stessi e opacizzante la reale complementarietà dell'uomo e della donna.

Il pensiero del filosofo è pieno di pregiudizi nei confronti della Chiesa, retaggio di una cultura anticlericale. Ma la vera Chiesa non è qui! È con Benedetto XVI che annuncia che l'uomo e la donna sono chiamati alla felicità nel loro donarsi e, di conseguenza, “la fede e l'etica non vogliono soffocare, ma rendere sano, forte e davvero libero l'amore” (Discorso del 5/6/06).

Marco Doldi
8 giugno 2006

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15 Giugno 2006

 

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