L'umiliazione taciuta

In un primo momento la notizia che le cellule staminali del sangue placentare di due gemelli hanno guarito dalla talassemia il fratello di 5 anni, ha suscitato grandi gioie e speranze. È accaduto presso l’oncologia pediatrica del Policlinico San Matteo di Pavia, dove è stato eseguito il primo trapianto al mondo con queste caratteristiche.

"E' un risultato storico - ha commentato il ministro della Salute, Girolamo Sirchia - perché apre speranze anche per i malati adulti" (la Repubblica.it 06/09/04). Sirchia si trovava al policlinico di Milano, che attraverso la sua "Cell Factory" ha contribuito all'operazione.

La talassemia, o anemia mediterranea, è una malattia ereditaria del sangue che impedisce al midollo osseo di produrre emoglobina in quantità sufficiente. Chi ne è affetto è costretto a trasfusioni periodiche (ogni 15-20 giorni) per sopperire alla mancanza di globuli rossi. Il bambino operato a Pavia doveva indossare, inoltre, un apparecchio elettronico che gli iniettava sottopelle un farmaco salvavita. In seguito all'intervento, effettuato il 12 agosto, ora "completamente normale, perfettamente guarito".

Il trapianto di Pavia è unico in quanto il piccolo paziente ha ricevuto due unità di sangue placentare, prelevate dal cordone ombelicale dei suoi fratellini, due gemelli nati ad aprile. Un’unità non è stata trattata, mentre nell'altra, povera di cellule madri, le staminali sono state può considerarsi amplificate in provetta.

"Questo ha permesso di valutare il contributo di entrambi i tipi di staminali - ha spiegato Sirchia - e di dimostrare che anche quelle espanse in laboratorio funzionano bene. In futuro potremo quindi utilizzare anche le sacche di sangue più povere e ottenere un numero di cellule abbastanza grande da permettere il trapianto anche negli adulti, oggi il vero problema".

Le cellule staminali sono cellule, non specializzate. Nelle fasi iniziali dello sviluppo umano, quelle situate nell'embrione sono diverse da tutti i tipi di cellule esistenti nell'organismo e possono originare vari tipi di cellule o tessuti diversi, attraverso un processo denominato "differenziamento". Il loro impiego potrebbe aiutare a sconfiggere malattie provocate dalla degenerazione di gruppi di cellule, come il morbo di Parkinson o di Alzheimer.

Tuttavia, il giorno dopo la conferenza di presentazione a Milano si sono conosciuti altri particolari che gettano un’ombra su quello che poteva essere un pieno successo per la medicina.
La storia di Luca ha origine non in Italia, ma sulle rive del Bosforo, ad Istanbul. Qui i suoi genitori di origine turca, ma residenti da anni in Italia, si sono sottoposti ad un ciclo di fecondazione artificiale e alla successiva selezione per permettere di stabilire quali embrioni impiantare nel grembo materno, perché potenziali donatori.

Il passaggio, di importanza etica capitale, è stato reso noto da Francesco Fiorentino, direttore del laboratorio “Genoma” di Roma che ha raccontato gli antefatti. “Sono stato io stesso a selezionare quegli embrioni. I due genitori ci sono stati inviati dal centro di Pavia. Hanno preferito spostarsi ad Istanbul, la loro città e anch’io mi sentivo più tranquillo. Una coppia giovane molto fertile. In provetta abbiamo creato 12 embrioni, analizzati col DNA.

Due sono risultati sani, non mostravano le alterazioni tipiche della talassemia, il terzo era portatore della malattia, ma incapace di trasmetterla. I tre embrioni sono stati trasferiti nell’utero della mamma. Gli altri scartati” (“Corrieredellasera.it”).

All’origine di questa guarigione c’è dunque un fatto grave: la creazione di embrioni artificialmente e la successiva decisione di quali dovessero continuare il loro naturale sviluppo e giungere alla nascita. Purtroppo, ancora una volta, esseri umani nella fase iniziale del loro sviluppo sono stati umiliati perché sono stati giudicati dalla scienza con il metro dell’utile: quelli non utili sono stati distrutti, quelli utili sono stati fatti nascere.

Nonostante la grande emozione che ha suscitato l’intervento italiano, ci si deve assumere l’ingrato compito di ricordare che il vero progresso è quello che non umilia alcun essere umano. Le cose saranno da oggi ancora più confuse, perché la selezione embrionale, proibita dalla legge italiana – ecco il motivo del viaggio ad Istanbul – sarà, invece, invocata nel nome di nuove potenzialità terapeutiche.

Marco Doldi

www.genova.mpv.org

ultimo aggiornamento 10/09/2004

 

il sito ufficiale dei giovani del Movimento per la Vita di Genova e della Liguria

 

scrivici!!!