Aborto sempre più facile

Francia sempre più permissiva

 

Tre anni dopo la promulgazione della nuova legge sull’interruzione volontaria di gravidanza e sulla contraccezione, il Ministro della Sanità francese, Philippe Douste- Blatzy ha approvato l’ultimo decreto che autorizza l’aborto, al di fuori di un istituto di cura specifico Si tratta di una disposizione di grande portata.
Da oggi in Francia le donne incinte, al di sotto della quinta settimana, potranno procedere all’aborto “a casa propria”, sotto il controllo del medico. A loro viene somministrato la sostanza Mifigene, conosciuta in precedenza con il nome di RU486, e messa a punto negli anni ’80.

Come mai si è giunti alla scelta di rendere l’aborto ancora più facile? Il Ministro della Sanità ha dichiarato apertamente che per le donne che intendono abortire il ricovero non è più giustificabile e che con tale provvedimento si alleggerirà il carico dei servizi ospedalieri. La nuova disposizione è stata pensata per ridurre i tempi di attesa negli ospedali, impiegare diversamente il personale medico e liberare posti letto.
Una scelta dettata, quindi, da una politica sanitaria, che intende ridurre i costi per interventi, che possono farsi altrimenti. Ancora, questa nuova metodica è stata presentata come sicura e meno invasiva, in quanto permette di evitare l’aborto in modo chirurgico e fare in modo che la donna abbia sempre la possibilità, se lo desidera, di avere successivamente un figlio.

Con questo provvedimento le donne interessate potranno rivolgersi al proprio ginecologo o al medico di fiducia; l’iter prevede cinque fasi; durante la prima consultazione la paziente viene messa al corrente dei differenti metodi e il medico le propone un colloquio psicologico; solo successivamente potrà firmare l’autorizzazione, ricevendo in cambio un documento che illustra nel dettaglio il procedimento.
Alla terza consultazione la donna, in presenza del medico, è invitata ad ingerire la pillola abortiva, che uccide il figlio nel suo grembo. Due giorni dopo le vengono somministrate due compresse di Gymiso, un potente preparato che agisce sull’utero, provocandone l’espulsione dell’embrione, ormai privo di vita, in un periodo che oscilla dalle 4 alle 72 ore. L’ultimo incontro, infine, è destinato a controlli di routine.

Soddisfatti in molti di questo allargamento, che rende più veloce l’aborto: i direttori amministrativi degli ospedali, perché aumentano i posti letto a disposizione, le ditte farmaceutiche, che vedranno salire la richiesta del micidiale preparato, la cui spesa viene rimborsata al 70% dallo Stato. Soddisfazione è stata espressa, poi, dal Movimento francese di Pianificazione delle Nascite, che vede accolta l’istanza femminista di un maggior accesso alle pratiche abortive.

Le notizie fin qui riportate sono davvero poco confortanti. L’aborto diviene sempre più una scelta individuale e perde per strada la sua oggettiva gravità morale. Dare la possibilità di abortire nella propria città, senza ricorrere a strutture sanitarie deputate, non è una conquista, ma un preoccupante segno del dilagante individualismo: un medico, intervistato da “Le Mond” ha fatto notare che così molte donne potranno vivere l’interruzione della gravidanza in intimità, insieme al loro compagno (24/07/04). Al di là del forzato romanticismo, la verità è ben diversa: una coppia nell’intimità attende la morte del figlio. Individualmente due soggetti hanno dato origine ad un nuovo essere umano, individualmente ne attuano la fine.
Il ridurre l’aborto ad un intervento medico ambulatoriale è grave anche per un altro fatto: la medicina, che dovrebbe essere a servizio della vita, della vita di chi è debole – appunto come l’embrione - assume le sembianze di una cattiva madre che si adopera per un intervento falsamente terapeutico – non si cura nessuno, si pone fine alla vita di un essere umano nella fase iniziale del suo sviluppo - e conduce per mano a compiere un aborto.

Resta una domanda: tutti questi decreti legislativi, queste presunte conquiste femministe, queste attenzioni mediche quale effetto avranno nel tempo? Non è difficile immaginare: creeranno coppie sempre in più conflitto con la vita. E , ancora, contribuiranno ad assopire la coscienza individuale e collettiva nei confronti del crimine più grande del nostro tempo.

Marco Doldi

www.genova.mpv.org

ultimo aggiornamento 31/07/2004

 

il sito ufficiale dei giovani del Movimento per la Vita di Genova e della Liguria

 

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