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I radicali e la logica (e l'aberrazione) dei referendum (e dei giornali)E' sleale il comportamento di chi, volendo salvaguardare una legge democraticamente votata dal parlamento, decide legittimamente di non andare a votare? E le bugie di chi sfrutta il referendum come strumento di sopravvivenza politica? Due appassionate mail di Michele, di sinistra, che svela le ingannevoli strategie dei referendari e il conformismo dei mass-media che le sostengonoSono di sinistra, ma al referendum sulla legge 40 mi asterrrò perchè spero che non venga raggiunto il quoziente e il referendum fallisca. L'argomento secondo il quale questo comportamento sarebbe "sleale" perchè chi è contro il sì dovrebbe votare no è ingenuo. Presuppone un "necessario" impegno di chi è invece legittimamente indifferente all'esito del referendum, oppure non lo capisce, oppure ha interesse che fallisca. Ma si sa che i promotori del referendum sono innanzitutto dei furbini. Basti pensare ai radicali. Costoro non hanno un vero interesse all'argomento della legge 40, ma al referendum in sè stesso come occasione di protagonismo e di eventuale successo di bottega. Per raggiungere questo risultato ricorrono alla grande menzogna della ricerca scientifica sulle cellule staminali esibendola come rimedio ai malanni di milioni di persone, con ciò sorprendendo la buonafede pubblica. L'adesione che vantano del mondo scientifico sorvola sull'interesse tutt'affatto professionale dei ricercatori che prescindono da qualsiasi altro problema etico-politico. Da questo punto di vista i radicali fanno danni. Sull'onda dell'ultima pronuncia del Papa Benedetto XVI in materia di mezzi di comunicazione, sarebbe il caso che lo stato smettesse di finanziare radio radicale che usa il denaro del finanziamento per fini di bottega. Sono di sinistra e spero che questo sia un punto da inserire nel prossimo programma di Prodi. Michele Una settimana dopo, riceviamo un'altra mail da Michele. Eccola. E' vero che i giornali non pubblicano le lettere degli astensionisti. Temono che facciano proseliti. Ricevo spesso mail da un tal Iacopino e oggi gli ho risposto così. " Caro Iacopino, non c'è nulla di più farisaico del tentativo da parte dei sostenitori del referendem di convincere i propri avversari che sia "leale" andare a votare "no". Lo scopo è quello di raggiungere il quorum, sicuri che in tal caso trionferà il fanatismo dei "sì". Il timore è che il quorum non si raggiunga e che quindi l'abrogazione della legge risulti inutilmente e chiaramente pretesa da una minoranza. Michele www.genova.mpv.org 21 Maggio 2005
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