Egregio direttore,
Eluana ogni mattina apre gli occhi e si sveglia. Viene pulita e vestita. Se è bel tempo, viene portata in giardino in carrozzina. Non potendo deglutire, ha un sondino che le porta il cibo direttamente nello stomaco, non diversamente da tante altre persone. Si tratta di alimentazione, non accanimento terapeutico. Infatti, una volta staccato il sondino, Eluana morirà di fame e di sete, in un'agonia di almeno dieci giorni.
Dello stato vegetativo cronico - erroneamente sopesso chiamato permanente - sappiamo relativamente poco. Salvatore Crisafulli, di Catania, si è risvegliato nel 2005 dopo due anni di coma, che era stato dichiarato irreversibile. E ha detto che sentiva e capiva tutto, che cercava disperatamente di comunicare, ma non riusciva. Appena la scorsa settimana, un eccezionale intervento del professor Canavero di Torino ha portato al risveglio di un'altra giovane in coma da due anni. E molti altri casi si sono verificati di risvegli inspiegabili.
Queste situazioni, e tante altre di persone in stato in stato vegetativo amorevolmente accudite, dovrebbero almeno far sorgere un dubbio. Non sappiamo fermare le nostre paure davanti al mistero di una disabile grave? Non possiamo avere pietà per la nostra sorella Eluana? Cordiali saluti,
Francesco Bellotti,
Genova
Lettera pubblicata su Il Secolo XIX, 24 dicembre 2008
Verso un'eutanasia collettiva?
Egregio direttore, Eluana ogni mattina apre gli occhi e si sveglia. Viene pulita e vestita. Col bel tempo, è portata in giardino in carrozzina. Non può deglutire, pertantoun sondino le porta il cibo direttamente nello stomaco, non diversamente da tante altre persone. Si tratta di alimentazione, non di accanimento terapeutico. Infatti, una volta staccato il sondino, morirà di fame e di sete in un'agonia di almeno dieci giorni. La sua non sarà una dolce morte.
Alla vista di un amico ferito in un incidente stradale, avrebbe detto di non accettare una condizione del genere. Probabilmente, come molti altri , specie a vent'anni. La prospettiva della sofferenza e della perdita della vitalità spaventa chiunque. Ma dopo la paura, deve subentrare la ragione, che porta l'uomo ad affrontare i problemi, a vivere anche la malattia come una caratteristica significativa della vita. La vita non possiamo inventarcela come vogliamo. Sarebbe un inganno credere questo e farlo credere ad altri. La ragione e la compassione portano i vicini a prendersi cura dei malati, così come chiunque cerca di dissuadere un aspirante suicida, indipendentemente dalla sua condizione.
Il pensiero greco, pagano, già investigava il senso del dolore per l'uomo. La tragedia greca indicava il senso della sofferenza nell'opportunità per l'uomo di purificarsi dalle passioni e di raggiungere una conoscenza e una consapevolezza superiori (to pathei mathos). Il giuramento di Ippocrate recita: “ Non somministrerò ad alcuno, neppure se richiesto, un farmaco mortale né suggerirò un tale consiglio”. Preferiamo oggi una medicina che si prende cura dell'uomo preoccupandosi di come mandare a morte i disabile gravi?
Prendersi cura di qualcuno significa pensare che il suo valore non è legato solo alla sua bellezza o a quello che produce. Significa volergli bene così com'è, non come si vorrebbe che fosse. Se si toglie l'ancoraggio alla realtà, tutto diventa possibile ed arbitrario.
Preferiamo davvero una società che per legge (e per intervento della magistratura) accetta il principio che una vita possa essere considerata indegna di essere vissuta e quindi legittimamente sopprimibile? Quali conseguenze avrà questo, in un'Italia sempre più vecchia demograficamente?
La civiltà dà ragioni e strumenti per vivere e per vivere meglio tutti, nonostante le difficoltà. Se no, non rischiamo di avviarci verso un'eutanasia collettiva?
Francesco Bellotti,
Genova
Lettera inviata a Sergio Romano, Corriere della Sera, 23 dicembre 2008 Renzo Tondo è un governatore del Popolo della Libertà, Ferruccio Saro è un senatore del PDL.
Come può essere compatibile e credibile l'azione del governo - che sostengo e ringrazio fortemente - con queste loro dichiarazioni su Eluana?
Renzo Tondo:
«Il ministro può applicare le leggi che vengono fatte. È una presa di posizione legittima ma non credo possa influire»
«La vicenda di Eluana, che io sappia, è un rapporto tra un privato, il papà di Eluana, e una clinica privata »
Ferruccio Saro:
«Il Friuli è fuori dal Fondo sanitario nazionale ed ha competenza primaria in materia».
Sarebbe veramente grave, e non senza conseguenze, se alla fine fossimo solamente presi in giro.
Francesco Bellotti,
Università di Genova
Movimento Cristiano Lavoratori, Responsabile per la cultura e formazione per la liguria
Lettera pubblicata su Avvenire, 23 dicembre 2008
Volevo ringraziare il vescovo di Udine per l'intervento riportato su Avvenire del 18 dicembre in difesa di Eluana e della civiltà e della giustizia in Italia.
Francesco Bellotti
Lettera inidirizzata al Vescovo di Udine, Mons. Pietro Brollo, e pubblicata su Avvenire, 20 dicembre 2008
Se Eluana deglutisce, perchè non indagare ancora?
“Se davvero Eluana deglutisce ed è ancora possibile che possa essere imboccata e nutrita, non riusciamo a capire perché i giudici non abbiano valutato accuratamente questa circostanza”.
Così l'Associazione Scienza & Vita commenta la presa di posizione di un prestigioso neurologo, il dottor Giuliano Dolce che, dalle colonne di Avvenire, fa sapere di aver verificato questa situazione nel quadro clinico di Eluana durante una visita medica.
“In sostanza ci chiediamo – prosegue Scienza & Vita – se questa circostanza non sia tale da dover indurre a un ulteriore ripensamento sul destino di Eluana, già segnato da un provvedimento della Corte d'Appello. Ed ancora: è stata fatta davvero ogni valutazione medica o è rimasta qualche zona d'ombra? Sono stati effettuati tutti, ribadiamo tutti, gli accertamenti clinici anche e soprattutto in riferimento alla valutazione della capacità di deglutire?”.
“A queste domande – osserva l'Associazione – ci piacerebbe trovare risposte adeguate e non ideologiche, foss'anche fondate su una sentenza passata in giudicato. Anche ai condannati a morte – laddove purtroppo esiste la pena capitale – è concessa la possibilità di una sospensione o revisione della condanna quando emergano fatti nuovi sulle circostanze che hanno spinto i giudici a emettere la sentenza più grave e terribile che un uomo possa subire.
Non pensiamo di chiedere troppo, dinanzi al valore straordinario che la vita di ciascun cittadino ha, sia agli occhi dei costituenti di ieri sia dei legislatori di oggi”.
Comunicato del 23 Dicembre 2008
Alle Molinette di Torino, una ragazza si risveglia dopo due anni di coma.
"La nostra tecnica può salvare Eluana" La galleria degli Orrori.
Passo per passo, rispettando rigorosamente le procedure, ecco cosa sarà esattamente il "protocollo operativo di distacco dell'alimentazione artificiale" per Eluana Englaro.
"Udine non diventi la città della morte facile"
La gente si ribella: "Il capovolgimento dei valori non avvenga nella nostra città"
Cantiamo la vita - Un "sabato bestiale" a Pavia
Fabio Concato canta la vita. Presentazione ed intervista su Avvenire.
Camilla Biraga con "Rondini di neve" (di T. Ravasi e M. Bellagente) si è aggiudicata la vittoria a Cantiamo la vita, il festival nazionale di musica per la vita svoltosi al Teatro Fraschini di Pavia sabato 20 dicembre.
Pavia Città della Vita. Motivazione del premio assegnato a don Zeno di Nomadelfia
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