Sei stato come una carezza, un raggio di sole che ci ha scaldati, una brezza di vento che ci ha fatto stare bene, e di questo ti siamo tanto grati. Avremmo avuto tanta voglia di conoscerti, di vederti crescere, di proteggerti.
Non credevo che ci si potesse affezionare tanto a un essere che non vedi, di cui non ti accorgi (mia moglie magari se ne accorgeva, ma io…), e di soli 3 o 4 centimetri. E' che lo senti subito come tuo figlio, o figlia. Fin da quando vedi quelle due barrette sul test di gravidanza comprato in farmacia, sei un'altra persona. Ti cambiano, i figli, ancora prima di nascere, e noi siamo cambiati grazie a questa nostra creatura.
Lettera di un padre ad un figlio mai nato,
(lettera firmata che abbiamo ricevuto su genova.mpv.org)
Venerdì 21 Settembre
ore 21.00
Mons. Elio Sgreccia
Presdiente Pontificia Accademia per la Vita
"La bioetica di fronte alle realtà di interesse quotidiano"
Rapallo, Auditorium delle Clarisse
Ecco il volantino col programma completo
Ricominciano i Master di Bioetica in Liguria
Il Master in Bioetica promosso dal CAV di Rapallo,
in collaborazione con l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (APRA).
Ecco il programma, e il modulo di preiscrizione.
Il Master di Bioetica in collaborazione con l'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum
verrà tenuto anche a Imperia. Ecco la descrizione. « Europa, torna casa della vita!»
Benedetto XVI "avvocato dell'umanità" a Hofburg, in Austria: « L’aborto non può essere un diritto umano. È il suo contrario» « Nel dire questo non esprimiamo un interesse specificamente ecclesiale. Ci facciamo piuttosto avvocati di una richiesta profondamente umana e ci sentiamo portavoce dei nascituri che non hanno voce» .
Sull'eutanasia: « C'è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé» .
Al principio di tutto, una questione di fede e ragione: « Si tratta della questione se la realtà abbia alla sua origine il caso e la necessità, […] o se invece resti vero ciò che costituisce la convinzione di fondo della fede cristiana: In principio erat Verbum – In principio era il Verbo – all'origine di tutte le cose c'è la Ragione creatrice di Dio che ha deciso di parteciparsi a noi esseri umani» . «L’aborto non può essere un diritto umano. È il suo contrario», di Sergio Magister
« Senza verità la scienza è una minaccia »
« Se per l'uomo non esiste una verità, egli in fondo non può distinguere tra il bene e il male. E allora la grandi e meravigliose conoscenze della scienza diventano ambigue: possono aprire prospettive» di bene, ma possono anche diventare « una terribile minaccia, la distruzione dell'uomo e del mondo».
Non bisogna avere timore «che la fede nella verità comporti intolleranza». Se, infatti, i cristiani dicono che Gesù è « l'unico mediatore della salvezza valido per tutti, che interessa tutti e del quale, in definitiva, tutti hanno bisogno, questo non significa affatto disprezzo delle altre religioni. Nè assolutezza superba del nostro pensiero, ma solo l'essere conquistati da colui che ci ha interiormente toccati e colmati di doni».
Il resoconto del discorso di Papa Benedetto XVI al santuario di Mariazell, in Austria.
Per Amnesty International l'aborto è uno dei diritti dell'uomo
L'aborto non si può considerare un diritto, anche le femministe lo sanno e lo dicono. Ma all'Onu interessa assai di più bloccare la crescita demografica nei Paesi terzi, che garantire davvero i diritti delle donne.
Si dice che solo dove è illegale sia rischioso, eppure l'India è stata, ed è tuttora, una sorta di laboratorio a cielo aperto di sperimentazioni selvagge di tecniche orribili e pericolose, tra cui la Ru486, che ha già fatto 14 morti in Occidente (di cui solo si conoscono idati).
Amnesty però sembra voler ignorare tutto questo, e preferire una via più comoda, che non la metta in contrasto con i poteri forti dell'antinatalismo. Per Amnesty International l'aborto è uno dei diritti dell'uomo, di Eugenia Roccella
Credetemi, un figlio down non è una tragedia
"Non voglio negare, semplicisticamente, le difficoltà che vi troverete ad affrontare, ma vi posso assicurare che sarete ripagati da una grande gioia, dalla soddisfazione di ogni piccola conquista che il piccolo (e voi con lui) raggiungerà, dalla simpatia che questi bambini sanno suscitare attorno a loro". La lettera ad Avvenire di un genitore. Normale
Credetemi, un figlio down non è una tragedia, di Francesco Giovannelli
Serve un tagliando alla legge 194
la legge 194 sull'interruzione di gravidanza sia ormai diventata un colabrodo, un testo che in alcune sue parti non è mai stato attuato, in altre è male applicato, e in altre ancora è tranquillamente violato.
Per mettere qualche paletto basta dunque un atto amministrativo, senza modificare la legge, e probabilmente il ministro potrebbe contare su un'ampia area trasversale di consenso. C'è stato un tavolo dei volonterosi sui temi economici.
Perché non provare a farne uno sui temi della vita umana?
Serve un tagliando alla legge 194 , di Eugenia Roccella, da Avvenire
Ripensare l'aborto, appello alla ragione
La legge 194 non è immutabile, e resta iniqua, come scrisse Giorgio La Pira.
Ripensare l'aborto, appello alla ragione, di Carlo Casini
Trent’anni sono troppi per una legge cattiva
La 194 non è una buona legge applicata male. Al contrario la norma ottiene quello che vuole e che promette: che la mamma possa decidere in modo arbitrario della vita del proprio figlio. E' giusto che l’ordinamento consenta questo potere di vita e di morte illimitato? Trent’anni sono troppi per una legge cattiva, di A. Gnocchi e M. Palmaro
La chimera non è più un sogno. E' un incubo
In Inghilterra, la Hfea - l'Authority per la fertilizzazione umana e l'embriologia - ha ufficialmente concesso ieri, ai centri di ricerca che ne avevano fatto richiesta, le licenze per la creazione degli embrioni interspecie. Una ricerca senza speranze, e con molti rischi. Ma per la Scienza bisogna correrlo, «per il bene futuro dell'umanità».
La chimera non è più un sogno. E' un incubo, di Eugenia Roccella
Al mercato delle speranze (e del biotech)
Lo dicono un po' tutti i giornali: «Temere la scienza è da ignoranti», «Bisogna fidarsi della scienza, perché i ricercatori hanno un obbligo nei confronti della società».
In un mondo che al «bene comune» antepone sempre più il personale interesse, però, siamo proprio sicuri che i ricercatori del biotech siano rimasti gli ultimi ad esser puri e disinteressati?
Secondo Angelo Vescovi, neurobiologo di fama internazionale, la creazione delle chimere uomo-animale «non ha nulla a che fare con la scienza e i malati, ma con ben altri interessi, anche economici».
Dal "mercato" ai mercanti di speranze, il passo potrebbe non essere così lungo...
Al mercato delle speranze (e del biotech), di Marina Corradi
Ibridi umani, la grande bugia
Via sconvolgente, e irrilevante per le cure umane.
La Gran Bretagna è entrata ormai da molto tempo nella logica di una ricerca scientifica che non accetta alcun limite di carattere etico.
L'obiettivo è quello di mantenere ai laboratori inglesi una leadership nell'ambito della ricerca, perché questo primato è molto fruttuoso in termini economici. Ibridi umani, la grande bugia, di Michele Aramini
Generare l'uomo perfetto, la qualità umana ridotta a mercato
Il miglioramento genetico è già oggetto di studio. Si tratta, quindi, di garantire ai nascituri caratteristiche desiderabili: «Con la conseguente creazione di un mercato della qualità umana. E a quel punto - dice Roccella - il soggetto di diritti e libertà non è più il cittadino ma il consumatore. L'uomo è ridotto a prodotto».
E viene a cadere l'idea di maternità come accettazione incondizionata, concetto devastato dall'introduzione di un principio di qualità, dalla pretesa di scegliere e decidere chi abbia diritto a nascere e chi no, chi abbia diritto a procreare e chi non lo abbia. Generare l'uomo perfetto, la qualità umana ridotta a mercato, di Nicoletta Martinelli
Biocarburanti: non è che per far spazio
alle carbo-pannocchie si sfoltiranno gli uomini?
Il biofuel ha prodotto il rincaro dei prezzi dei cereali,
per il forte aumento della domanda.
Inoltre, minaccia un forte incremento delle monoculture e dell'uso di pesticidi, visto che il prodotto non sarà destinato all'alimentazione umana.
E richiederà un vasto spazio di aree coltivate.
Presto potrebbe venire il tempo di scegliere tra una pagnotta e un pieno di biocarburi per l'auto.
Noi potremo scegliere, ma i paesi sottosviluppati - su cui ONU e potenti agitano costantemente lo spettro della sovrappopolazione (e la limitano coi mezzi che sappiamo) - potranno scegliere?
Perchè parlare di sovrapopolazione potrebbe andarci bene se ci riferissimo, chessò, a Bruxelles, Palazzo Chigi, Strasburgo, Montecitorio.
Ma i "numeri" in eccesso li mettono in gran parte in Africa, America latina, India...
Enrico Franceschini, da Repubblica.
Leggi giuste sul fisco?
Cominciamo dalla famiglia...
Nè omelie nè scioperi. Solo introducendo le deduzioni del carico familiare si potrà avere un fisco giusto ed equo.
Le associazioni del Family Day lanciano una grande petizione popolare per difendere il futuro dell'Italia da
Rodolfo Casadei, da Tempi
Appello di fattisentire.net: "Famiglia, non PACSate!"
I PACS sono una unione senza doveri.
Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia.
Non si rende più "umana" la legislazione, adottando i pacs, ma si creano le condizioni per una ancora maggiore precarietà di queste unioni.
Non vogliamo consegnare le generazioni future a una società senza valori forti e famiglie salde nell'impegno coniugale. E per questo intendiamo farci sentire
"Famiglia, non PACSate"
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PER EMERGENZE :
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