Gabriella ha votato in favore dell'aborto al referendum sulla legge 194, nel 1981.
Eraldo è il presidente del Centro di Aiuto alla Vita di Albenga.
Gabriella ha degli amici del Movimento per la Vita. E' un po' scettica su quello che fanno.
Ma la loro attività la interpella, le fanno sorgere delle domande.
E scrive al Giornale, chiedendo perchè lo Stato non potrebbe dedicare una parte del "tesoretto" al sussidio delle mamme disagiate, e proponendo che i Consultori pubblici delle ASL diventino qualcosa in più e di meglio di quella sorta di "bancomat" di certificati di interruzione di gravidanza a cui sono ridotti adeso.
Eraldo la ringrazia dell'attenzione. Ricorda che le leggi sull'aborto hanno fatto un miliardo (sì, un miliardo, sigh) di morti nel mondo (non in Italia, dove le stime sono sui 4 milioni). E che se ai tempi del referendum si sapeva ben poco sulla vita fetale, ora i progressi della scienza hanno illuminato le prime fasi dell'esistenza umana, mostrando - con l'evidenza delle immagini - la bellezza di un uomo in miniatura che cresce e sente, come noi (anzi, è più bello).
E sottolinea che i ripensamenti di molti sulla legge 194 non nascono solo da motivazioni religiose, ma, appunto, sono ben radicati alla luce della ragione e della scienza.
Ecco la lettera di Gabriella Grillo, e la risposta di Eraldo Ciangherotti.
Il tutto sulla prima pagina dell'edizione genovese del Giornale, domenica primo Luglio.
Testamento biologico, l'esperienza dell'America solleva molti dubbi
Il dibattito sul tema delle cure palliative e sull'introduzione del testamento biologico sembra purtroppo caricato di un'esasperazione ideologica indifferente alle conoscenze già a disposizione della letteratura medico-scientifica.
Uno studio pubblicato sulla rivista di geriatria Gerontology fa sorgere non pochi dubbi sulla reale autonomia di pensiero contenuta nelle dichiarazioni anticipate di trattamento; è emerso infatti che la volontà espressa nella direttiva anticipata risente dell'isolamento sociale e dell'eventuale presenza di depressione.
Il quadro generale che se ne ricava sembra specificare l'idea che, per dirla con l'antropologo René Girard, la convinzione che i desideri siano spontanei ed individuali «è la più cara di tutte le illusioni».
Mascherato da progresso, l'introduzione del testamento biologico sembra nel suo complesso rappresentare un regresso anti-scientifico che teorizza l'eliminazione più o meno volontaria del portatore di una patologia e rinuncia alla sfida rappresentata dalla persona portatrice della stessa malattia.
Elemento che dovrebbe indurre ad una saggia cautela il legislatore che volesse evitare di compiere operazioni di sicuro impatto mediatico, ma di assai dubbia utilità sociale.
Testamento biologico, il fallimento americano, di Renzo Puccetti
Cambiamenti climatici, giù le mani dall'uomo!
Il crescente allarmismo sui cambiamenti climatici (cavalcato dai mass-media, che ci bombardano quotidianamente di "estate torrida" e "piogge torrenziali") fa proliferare provvedimenti per salvare il pianeta.
Ma la vera priorità è lo sviluppo, per il bene dell'uomo.
Cambiamenti climatici, giù le mani dall'uomo, di Riccardo Cascioli
Amnesty International e la filantropia contro l'uomo più debole
Immaginiamo un cittadino condannato a morte.
E che sia giustiziato senza un regolare processo, senza un avvocato difensore, senza poter pronunciare parola a propria discolpa, senza l'ombra di una giuria chiamata a pronunciarsi.
Il capo di imputazione? Il solo fatto che esiste.
Chi meglio di Amnesty International potrebbe difenderlo?
Sulla carta, nessuno, si potrebbe pensare.
Ma Amnesty non solo se ne lava le mani. Ne promuove anche la soppressione.
Amnesty International, la filantropia antiumana, di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
Siamo tutti divorzisti. Che bello!
Per Repubblica, chi rimane sposato si rassegna al fallimento, mentre chi molla tutto e si separa è lodevole. Evviva!
E dalla Spagna torna l'ideologia anti-vescovi.
Il commento di Avvenire.
Campagne ONU contro le nascite, paga l'Europa
Sebbene l'UNFPA (il Fondo ONU per la popolazione) si rifiuti di comunicare un rapporto dettagliato sui contributi ai programmi, gli esperti di sviluppo sottolineano che l'UNFPA spende la maggior parte del denaro dei paesi donatori nei paesi a maggioranza non bianca nel sud del mondo.
“Il punto è che l'UNFPA e i paesi bianchi che la finanziano hanno come obiettivo la riduzione della fertilità delle popolazioni di colore”, ha detto al settimanale Friday Fax un esperto di sviluppo alle Nazioni Unite.
Del resto, esperti di popolazione come Phillip Longman, citano la stretta connessione tra crescita economica e popolazione.
Nel suo recente libro “The Empy Cradle: How Falling Birthrates Threaten World Prosperity and What to Do About It” (Culle vuote: come il crollo delle nascite minaccia la prosperità mondiale e cosa fare) Longman spiega dettagliatamente i pericoli del declino della popolazione in termini di prosperità globale.
Campagne ONU contro le nascite, paga l'Europa, di Samantha Singson
Controllo delle nascite, ora l'ONU punta sulle città
Nelle città è più facile raggiungere le persone, e soprattutto i giovani, con i «servizi di salute riproduttiva», ovvero – nel senso dato dall'Unfpa (il
Fondo dell'Onu per la Popolazione) – contraccezione e aborto. Niente di nuovo, insomma: questa è la ragione d'essere dell'Unfpa, che nel mondo ha già provocato tanti danni sociali (vedi il grave squilibrio demografico in Cina e altri Paesi asiatici) e violazioni dei diritti umani (le barbare campagne di controllo delle nascite applicate nei Paesi poveri).
E per rendere più efficace la sua azione, quest'anno l'Unfpa strizza l'occhio anche ai movimenti ecologisti, in nome di una sostenibilità ambientale messa in pericolo da questo proliferare di esseri umani. In realtà questa alleanza è di lunga data, ma stavolta l'Unfpa ce lo ha voluto annunciare ufficialmente.
Controllo delle nascite, ora l'ONU punta sulle città, di Riccardo Cascioli
Cellule staminali, la ricerca "etica" va avanti.
Quella contro l'uomo, no.
La legge 40 sulla fecondazione artificiale, confermata dagli italiani attraverso il clamoroso fallimento del referendum del 2005, vieta la produzione di embrioni per la ricerca scientifica.
Questo vincolo era stato prospettato da alcuni scienziati come un vincolo inaccettabile.
Ma la scienza, come tutte le attività umane, ha bisogno di un codice etico, di un quadro di riferimento di valori, in modo che sia finalizzata al bene dell'uomo, di ogni uomo, senza prevaricazione dei più deboli, dei più piccoli.
E questo "quadro di riferimento", tutto umano, lungi dallo sminuire la scienza, la indirizza nella giusta direzione (la direzione del bene dell'uomo, secondo la natura umana), evitandole il caos.
Così le ultime ricerche mostrano continue promettenti scoperte dall'uso delle cellule staminali adulte.
Nessun successo, neanche sperimentale,
è stato ancora ottenuto con le cellule staminali embrionali.
E i ricercatori italiani, a differenza che in altri campi, sono in prima linea.
(Ovviamente, tutto questo non fa notizia sui mass-media italiani)
«Chi non usa gli embrioni inizia a far scuola»,
intervista allo staminalista Paolo De Coppi,
giovane primario italiano al Great Ormond Hospital di Londra.
«Autodeterminazione»
Ma il concetto astratto non ha la concretezza della realtà
«Credo sia importante stare male per il paziente: credo anche di gestire le situazioni e di decidere meglio se sento la sofferenza... e, certo, se la sopporto condividendola con gli altri dell'équipe».
A parlare è uno dei medici intervistati durante la ricerca qualitativa svolta dal gruppo GiViTi (Gruppo italiano per la valutazione degli interventi in terapia intensiva) in sei reparti di rianimazione italiani.
Un lavoro scrupoloso, i cui risultati vengono ora pubblicati nel volume "Scelte sulla vita" per Guerini Studio.
In questo spaccato non emerge mai l'autodeterminazione del paziente intesa come categoria astratta, e si è molto lontani dal dibattito sul testamento biologico in corso, perché si è concentrati sugli aspetti concreti.
Conferma infatti Guido Bertolini curatore del libro: «Il nostro lavoro vuole portare un elemento di riflessione che non sia chiuso dentro schemi rigidi.
Le attuali proposte di legge in discussione al Senato in merito alle dichiarazioni anticipate di volontà paiono molto problematiche, perché non prendono in considerazione le rianimazioni, ma sono ispirate dal caso eclatante». «Autodeterminazione»: un concetto col trucco, di Francesca Lozito
24° Life Happening
Il Movimento per la Vita Italiano Gruppo Giovani
vi invita al 24° Life Happening "Vittoria Quarenghi"
dal titolo:
MUOVI LA VITA!

Roseto degli Abruzzi (Te) - 28 Luglio/4 Agosto 2007
Ecco il programma definitivo!
Per iscriversi, o avere maggiori informazioni, contattateci!
genova@mpv.org
Aborto, non si può cambiare idea?
Per la salute, si "sentono più campane", non si lesinano i consulti.
Solo in un caso, cambiare idea è vietato. Non per legge, ma ideologia.
Aborto, non si può cambiare idea?, di Gabriele Soliani
Le statistiche pubblicate sulla legge 40 non dicono tutta la verità
Le statistiche del Ministero della Salute di Livia Turco non tengono conto delle enormi differenze qualitative tra i vari centri di fecondazione artificiale.
Altre critiche ("Troppi parti trigemellari") volutamente ignorano tre è il numero massimo (non quello consigliabile) di embrioni impiantabili.
E se prima della legge 40 i parti pluri-gemellari erano meno numerosi, questo era dovuto alla "riduzione embrionale": la soppressione nel grembo materno dei feti "in sovrannumero".
La produzione di un numero inferiore di ovociti, invece, da una parte ne migliora la qualità, dall'altra costringe la mamma a trattamenti ormonali più blandi, con minori effetti collaterali.
Al fondamento, un unico, grande pregiudizio.
«Tutte le critiche che sono state e ancora verranno rivolte alla legge 40 – osserva Lucio Romano, ginecologo dell'Università "Federico II" di Napoli e vicepresidente nazionale per Movimento per la vita – tengono sempre conto solo dell'interesse delle coppie che vogliono avere un figlio e dimenticano qualunque diritto del concepito così com'è sottolineato dall'articolo 1, vera architrave della legge.
Ecco spiegata l'insistenza sul presunto "fallimento" della normativa di fronte a possibili cali del tasso di gravidanze: un dato che comunque andrà discusso con attenzione».
Le statistiche pubblicate sulla legge 40 non dicono tutta la verità, di Enrico Negrotti.
Ricerca scientifica, per l'uomo
Ha preso il via domenica 1 Luglio su Il Giornale una rubrica, curata dal professor Angelo Vescovi, che abbiamo conosciuto durante la campagna in difesa della legge 40 ai tempi del referendum.
La rubrica è dedicata alla ricerca sulle cellule staminali. Quelle adulte, che non comportano alcuna soppressione di esseri umani e che, a differenza di quelle embrionali, stanno dando buoni successi in alcune applicazioni terapeutiche.
Ecco il link all'articolo del primo luglio, che presenta la rubrica.
Ennesimo veto di Bush, e in America (a differenza che in Europa) la sperimentazione sugli embrioni continua a non ricevere finanziamenti pubblici
Uno dei primissimi atti del governo Prodi è stata la conferma dell'operazione (inizialmente presentata come personale) con cui il ministro Mussi - in clamorosa contraddizione con l'esito del referendum popolare sulla legge 40 - ha ritirato il blocco etico italiano al finanziamento pubblico della ricerca sugli embrioni umani.
In America la situazione è diversa. Il congresso, a maggioranza democratica,
vota a favore del finanziamento, con fondi federali, della ricerca sulle cellule staminali embrionali. E per la quarta volta, durante questo suo secondo mandato presidenziale, Bush pone il veto.
«Se tale proposta legislativa diventasse legge, essa costringerebbe i contribuenti americani – per la prima volta nella nostra storia – ad appoggiare la deliberata distruzione di embrioni umani.
Il presidente ha così voluto rendere noto al Congresso e al popolo americano che egli non permetterà che la nazione oltrepassi questo confine morale». Questa la nota della Casa Bianca.
Contestualmente, il leader Usa ha siglato un impegno per rafforzare l'impegno del suo governo nella ricerca sulle cellule pluripotenti: «Dobbiamo perseguire le possibilità della scienza in una modalità che rispetto la dignità umana e che sostenga i nostri valori morali. Distruggere la vita umana nella speranza di salvare altre vite umane non è etico, e questa non è la sola opzione che abbiamo davanti".
Cellule staminali embrionali, c'è il veto di Bush, di Lorenzo Fazzini
Ru486, molti la promuovono, nessuno la vuole più usare
Nella regione Toscana, leader della campagna a favore della pillola Ru486 si è passati dai 48 interventi di maggio 2006 ai 2 dello stesso mese di quest'anno.
Eppure, secondo i promotori della Ru 486, si tratterebbe di un metodo più semplice e meno doloroso per interrompere una gravidanza; non si capisce, dunque, come mai le donne non vi ricorrano in massa.
La verità è che abortire con la pillola è un massacro fisico e psicologico, e che gli unici interessati a promuoverla sono i medici stanchi di praticare interventi, e i politici che vogliono modificare la legge 194.
Con la pillola, infatti, l'aborto avviene fuori dall'ospedale, ed è la donna che deve gestire l'intero processo; questo alleggerirebbe il carico dell'organizzazione sanitaria, ma ridurrebbe le garanzie previste dalla legge italiana sia per la donna che per il bambino.
Una volta che la pratica dell'aborto chimico a domicilio si fosse diffusa, la sinistra radicale chiederebbe di adeguare le norme alla situazione di fatto, esattamente come è accaduto in Francia, ottenendo di stravolgere la legge attuale.
Ma alle donne, la Ru486 non interessa.
Sull'edizione inglese della rivista femminile Marie Claire una testimonianza lo spiega chiaramente, a partire dal titolo: «Tradita da una pillola». Non sono i dolori, benché acutissimi («non ero preparata alle lancinanti fitte al ventre»), a spaventare la donna che racconta la propria esperienza, né l'emorragia che dura 14 giorni, e nemmeno le bolle che le copriranno il collo e le spalle dopo l'assunzione del misoprostol; sono la depressione e il disordine emotivo e mentale sopraggiunti dopo l'aborto, la difficoltà espressiva, l'estrema stanchezza che le impedisce qualunque attività.
Secondo i medici, si tratta di effetti collaterali che colpiscono circa una donna su 3, ma che vengono sottovalutati, e abitualmente non registrati negli studi. Nonostante gli antidepressivi, questo stato di incapacità e confusione è durato circa 9 mesi, e pare sia dovuto al caos ormonale che il farmaco crea nel corpo femminile.
La Ru486 va così bene che non la vuole più nessuno, di Eugenia Roccella
Caso Welby (in ogni caso, la morte di un uomo),
non è che c'è stata strumentalizzazione politica?
Lettera a magistratura e politici di Eraldo Ciangherotti, presidente del Centro Aiuto Vita ingauno. Con un interessante messa a fuoco di molti aspetti (anche penalmente e politicamente rilevanti) che troppo spesso sono stati trascurati.
Omicidio Welby, lettera a magistratura e politici,
di Eraldo Ciangherotti, presidente del Centro di Aiuto alla Vita ingauno.
Denunciano interferenze, ma spesso gli scienziati pretendono di forgiare l’etica. Con che risultati?
Si parla sempre delle incursioni, spesso presunte, della fede in campo scientifico.
In realtà è molto più vero il contrario, cioè di scienziati che hanno preteso di presentare come scientifiche le loro filosofie.
Non sono solo gli eugenisti, i biologi tedeschi che appoggiarono il nazismo, gli antropologi che misuravano i crani per stabilire la gerarchia delle razze. Il famoso entomologo Kinsey, ad esempio, voleva suggerire “basi scientifiche” per una “nuova moralità”.
Basata su pedofilia, zoofilia, e bisessualità.
Gli scienziati che vogliono forgiare l'etica, di Francesco Agnoli
I riferimenti all’omosessualità nella Bibbia e la posizione della Chiesa
«La comunione fra l’uomo e la donna è la prima rivelazione dell’amore di Dio per l’uomo (Genesi). La differenza permette l’espressione di una complementarietà, che rende in tal modo possibile il dono delle persone. Il corpo sessuato lo manifesta. L’insegnamento della Chiesa è perfettamente nella continuità di ciò che dice la Scrittura su tale argomento.»
«La Chiesa riconosce che l’omosessualità vissuta non può essere un bene per l’uomo, ed afferma con vigore, nella stessa fedeltà alla Parola di Dio, che ogni persona, quale che sia il suo orientamento sessuale, ha la stessa dignità e non deve essere assolutamente oggetto di discriminazioni ingiuste.
Come tutte le persone battezzate, gli omosessuali sono chiamati alla santità e a vivere d’ora innanzi una relazione vivente con il Cristo nella Chiesa.»
«E’ certo che lo sviluppo dell’omosessualità nella nostra società occidentale è un appello per i cristiani a trovare nuovi mezzi per aiutare coloro che sono feriti nella loro sessualità.»
Intervista a ZENIT di padre Jean-Baptiste Edart,
coautore del volume “Clarifications sur l'Homosexualité dans la Bible” (Chiarimenti sull’omosessualità nella Bibbia), edito dalle “Editions du Cerf” e scritto da tre esegeti cristiani (due cattolici e uno protestante).
Le sperimentazioni della scienza sul corpo femminile. Dietro i proclami, c'è solo l'uomo-macchina. E la logica del profitto. Contro la donna.
In Gran Bretagna si sta cercando di post-porre la menopausa femminile.
La donna, affrancata ormai dal dominio della sua marcatura biologica, potrà così liberamente progettare la propria vita, spostando a piacimento nel tempo l'arrivo del primo - forse unico - figlio, non prima di essersi assestata in ambito lavorativo.
Ma se anche il farmaco fosse tollerato, questa per la donna (e l'uomo) è solo una sconfitta.
E' l'affermazione di una mentalità secondo cui non devono più essere le esigenze affettive delle giovani famiglie a pretendere le assicurazioni sociali per condurre in porto il loro progetto di realizzazione familiare e consegnare alla società un nuovo nato.
Invece, è il mercato del lavoro e le sue inappellabili esigenze a piegare il destino della vita. Con la complicità della scienza.
Le sperimentazioni della scienza sul corpo femminile, di Paola Ricci Sindoni
India: l’aborto di bambine, “crimine contro l’umanità”
In molte famiglie indiane le bambine non sono le benvenute, perché i genitori vogliono avere figli maschi. La medicina moderna permette loro di conoscere il sesso del bambino prima che nasca, e quindi di eliminare deliberatamente con l’aborto le bambine.
La Chiesa cattolica ha ricordato pubblicamente questi bambini assassinati nel ventre delle madri come avvertimento per le generazioni future. L’Arcivescovo Oswald Gracias di Bombay, che è anche Presidente della Conferenza Episcopale dell’India di rito latino, ha rivolto un appello alla società a favore della protezione della vita umana e soprattutto per porre fine all’aborto selettivo di bambine.
Ecco l'intervista dell'Arcivescovo di Bombay ad Aiuto alla Chiesa che Soffre
La strana conversione di Toni Blair al cattolicesimo
Entusiasmo tra i cattolici italiani per l'annunciata (ma non ancora ufficializzata) conversione dell'ex primo ministro inglese.
Ma basta una dichiarazione di fede per valutare positivamente l'operato di un politico?
E come dimenticare il far-west bioetico inglese, prosperato notevolmente anche sotto il governo Blair?
La sua conversione pubblica non dovrebbe essere accompagnata, se non dal riconoscimento pubblico, almeno dal tentativo di riparazione dei suoi (clamorosi) errori politici?
La strana conversione al cattolicesimo di Tony Blair,
di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
Animalismo, altra nevrosi occidentale
Hiasl ha ormai 26 anni, sa riconoscersi allo specchio e sa giocare benissimo a nascondino. Avrà pure diritto a non passare il resto dei suoi giorni in un laboratorio: in quanto essere umano, merita molto di più. Toccherà a un tribunale di Vienna prendere la decisione. Hiasl è uno scimpanzé umanoide, col suo netto 90% di DNA simile in tutto e per tutto a quello dei tanti avvocati che ne prendono le difese.
Jean-Marie Meyer, filosofo membro del Pontificio Consiglio per la famiglia: «L'animalismo è una delle nevrosi dell'Occidente. L'ennesima ideologia irrealistica, al fondo antiumana e antianimale».
L'amicizia tra uomo e animale non è affatto in discussione: la riscoperta di ciò che è autenticamente e propriamente umano, quella sì. La società dei “diritti civili dei cetacei” non è un mondo alla rovescia? «Da almeno venticinque secoli l'animale-uomo sa di essere altro dall'animale-bestia», spiega il professore. «Misconoscere questa consapevolezza è folle: significa depotenziare l'umano e deificare la bestia. Certo, l'animalità è una delle caratteristiche dell'uomo. In compenso, l'umanità dell'animale l'abbiamo inventata noi: solo perché ci fa enormemente piacere, quando crediamo di fare piacere».
L'animalismo, ultima nevrsoi occidentale, di Francesco Vergani
Appello di fattisentire.net: "Famiglia, non PACSate!"
I PACS sono una unione senza doveri.
Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia.
Non si rende più "umana" la legislazione, adottando i pacs, ma si creano le condizioni per una ancora maggiore precarietà di queste unioni.
Non vogliamo consegnare le generazioni future a una società senza valori forti e famiglie salde nell'impegno coniugale. E per questo intendiamo farci sentire
"Famiglia, non PACSate"
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