Tutto preparato a tavolino.
Prima le esternazioni dei neo-ministri. Poi l' "atto personale" del ministro della ricerca scientifica Mussi, che ritira il veto Italiano al finanziamento pubblico Europeo sulla sperimentazione sugli embrioni. Poi la costituzione della Commissione governativa sulla bioetica, che avvalla l' ex- "atto personale" del ministro Mussi. Il Senato, con l'Unione compatta, è a ruota, ed evita la discussione in aula oggi mercoledì 14 giugno. Così, nel frattempo, caduto - grazie a Mussi - il veto etico, il parlamento Europeo può decidere i liberamente sullo stanziamento di imgenti fondi pubblici per la ricerca sulle staminali embrionali. Con gran gioia delle multinazionali del farmaco, che finora dalla strage degli embrioni non hanno ricavato lo straccio di un risultato.
In cambio, il governo ha promesso che la legge 40 - per ora - non si tocca. Wow!!! Che successo, per una legge che, proprio un anno fa, è stata confermata dalla stragrande maggioranza del popolo italiano e nonostante la grancassa mediatica dei poteri forti dell'informazione, dello spettacolo e della sanità.
E tra poco, sarà la stessa Unione Europea a "raccomandare" all'Italia di cambiare la Legge 40 sulla fecondazione artificiale.
Tutto studiato a tavolino, con perfetta conoscenza dei tempi e dei meccanismi decisionali.
Dalle parole ai fatti, di Francesco Bellotti
Ed ecco le conseguenze immediate
Complimenti al tempismo!
Per l'Europa l'uomo è materiale da laboratorio
Ma il parlamento è diviso, e il fronte ancora aperto Guai arrendersi!
La decisione del parlamento è tragicamente storica. Ma dal voto di Strasburgo emerge anche qualche segnale positivo. Il fideismo nella Scienza e nel Progresso non ha spazzato via il fronte di difesa dell'uomo. E tutti i gruppi parlamentari sono divisi
Per l'Europa l'uomo è materiale da laboratorio, di Marina Corradi
I miti e le speranze
L'Europa dice sì al finanziamento alla ricerca sugli embrioni. E le multinazionali del farmaco gongolano. Ma cresce tra i cittadini la sensibilità verso l'embrione umano. Indipendentemente da fedi e partiti, e nonostante un'ignoranza diffusa. Animati da queste certezze, una battuta d'arresto non spegne la speranza in chi, ovunque in Europa, lotta, soffre, lavora per l'autentico progresso
I miti e le speranze, di Marco Doldi
Ma Prodi può ancora fermare l'Europa sulla ricerca sugli embrioni
L'iniziativa del ministro Mussi ha aperto la strada al finanziamento pubblico europeo alla sperimentazione sugli embrioni. Ma il presidente del consiglio può ancora ripristinare il veto tolto da Mussi. L'appello a Prodi di cattolici (e laici) del Polo e dell'Unione, perchè rispetti la volontà del popolo italiana
Appello a Prodi, di Pierluigi Fornari
Sperimentazione sugli embrioni umani,
sconfitta della ragione
Il parlamento europeo ha stanziato i fondi per la ricerca sugli embrioni umani. All'embrione non è riconosciuta l'identità umana. Ma questo va contro la ragione, la scienza e perfino l'interesse della ricerca.
L'Italia può ancora tornare indietro. Lo farà il primo ministro Prodi?
La lettera di Pino Morandini, vice-presidente del Movimento per la Vita
Ricerca sulle staminali embrionali: il ministro italiano isola la Germania (e altri) e affossa la Carta Etica Europea
Golpe di Mussi contro la Carta Etica che vietava i finanziamenti pubblici alla sperimentazione sugli embrioni. Possibile che un ministro faccia queste scelte autonomamente? E che ne dicono quei suoi colleghi che un anno fa, al referendum, avevano posizioni ben diverse?
Di Marina Corradi
Ecco il risultato (immediato)
del ritiro di Mussi (e del Governo)
Nel dibattito sul settimo Programma quadro per la ricerca solo poche voci si levano a ricordare che gli esperimenti sugli embrioni distruggono vite umane. In un'aula semideserta sembra contare solo il «progresso» Il polacco Giertyich insinua che l'interesse principale sulle cellule embrionali è delle case farmaceutiche. E la deputata verde tedesca si distingue dai suoi omologhi italiani.
Di Marina Corradi
Il mito del progresso e la realtà dell'uomo
Il ministro Mussi dà il via libera all'Europa sulla sperimentazione sugli embrioni perchè la ricerca sulle cellule staminali "è molto promettente". In realtà, non c'è alcun consenso nella comunità scientifica internazionale sul beneficio di prelevare staminali da embrioni.
E nessun fine buono può giustificare la soppressione di un essere umano innocente. Il rispetto per l'embrione è un limite alla libertà di ricerca? Sì: perchè la ricerca deve perseguire il vero bene dell'uomo e di ogni uomo, dall'inizio al termine del suo ciclo.
Di Marco Doldi
Auschwitz 2000
Papa Benedetto XVI, ad Auschwitz, ha dato dello sterminio del popolo ebraico un'interpretazione che nessun papa prima di lui aveva dato.
Annientando quel popolo – ha affermato Benedetto XVI – gli autori dello sterminio “intendevano uccidere Dio”. Il Dio di Abramo e di Gesù Cristo. Il Dio degli ebrei e dei cristiani ma anche di tutta l'umanità alla quale “parlando sul Sinai egli stabilì i criteri orientativi che restano validi in eterno”. Cancellando Israele, gli autori dello sterminio - una banda di criminali che ha abusato del popolo tedesco - “volevano strappare anche la radice su cui si basa la fede cristiana, sostituendola definitivamente con la fede fatta da sé, la fede nel dominio dell'uomo, del forte”.
Il monito vale anche per noi, oggi.
Come ha scritto anche Papa Giovanni Paolo II:
Se da un lato l'Occidente continua a dare testimonianza dell'azione del fermento evangelico, dall'altro non meno forti sono le correnti dell'anti-evangelizzazione. Essa colpisce le basi stesse della morale umana, coinvolgendo la famiglia e propagandando il permissivismo morale: i divorzi, l'amore libero, l'aborto, l'anti-concezione, la lotta contro la vita nella fase iniziale come in quella del tramonto, la sua manipolazione. Questo programma opera con enormi mezzi finanziari, non soltanto nelle singole nazioni, ma anche su scala mondiale. Può infatti disporre di grandi centri di potere economico, mediante i quali tenta di imporre le proprie condizioni ai Paesi in via di sviluppo. Dinanzi a tutto ciò, ci si può legittimamente domandare se non sia questa un'altra forma di totalitarismo, subdolamente celato sotto le apparenze della democrazia.
Giovanni Paolo II, "Memoria e Identità"
In "Memoria e identità", Papa Giovanni Paolo II parte dalla propria esperienza personale per riflettere sul diffondersi del male nel secolo appena concluso, in cui i regimi totalitari hanno perpretato il massacro di interi gruppi umani. Più subdolo, ma il pericolo c'è ancora tutto, anche nelle attuali democrazie. E sotto la specie della libertà.
Il commento di Marco Doldi a Memoria e Identità
Papa Benedetto ad Auschwitz, commento di Sandro Magister
Appello a tutti i deputati
del Parlamento Europeo
No al finanziamento della ricerca
che distrugge gli embrioni Proprio un anno fa in Italia c'è stato un referendum con cui si voleva abrogare la legge che regola la fecondazione assistita. A quella votazione si è astenuto il 75% degli italiani, favorevoli al mantenimento di quella legge, nella quale, fra l'altro, si vieta la ricerca sugli embrioni.
Il 30 maggio, al Consiglio dell'Unione Europea, il nuovo ministro italiano dell'Università e della Ricerca Scientifica ha compiuto un atto politico grave e prevaricatorio, scegliendo di ignorare il risultato della consultazione democratica dello scorso anno. Il ministro Mussi ha infatti ritirato l'adesione dell'Italia alla “dichiarazione etica” dello scorso 28 e 29 novembre 2005, in cui l'Italia, insieme ad altri paesi europei, si opponeva al finanziamento di ricerche - nell'ambito del settimo programma quadro - che avrebbero comportato la distruzione di embrioni. L'Italia e gli altri paesi firmatari chiedevano che ogni nazione dell'Unione Europea fosse libera di decidere autonomamente se finanziare o no questo tipo di ricerche, nel rispetto della cultura e della volontà di ogni popolo.
Ritirando del tutto arbitrariamente l'adesione dell'Italia a quella dichiarazione, il Ministro Mussi costringe noi italiani a finanziare con i nostri soldi le ricerche sugli embrioni che avvengono in altri paesi europei, e che in Italia non sono legali. Il ministro Mussi ha compiuto un atto politico autoritario, violando la volontà dei cittadini, che si è espressa chiaramente lo scorso anno.
Il nuovo governo italiano ha sostenuto e coperto l'iniziativa del ministro, smentendo tutte le dichiarazioni fatte in proposito durante la campagna elettorale. Il motivo è semplice: la maggioranza dei membri dell'attuale governo fa parte dello schieramento uscito sconfitto dal referendum dello scorso anno. Invece di accettare democraticamente il verdetto popolare del referendum, il governo attuale, che ha vinto con uno scarto di voti minimo, ha deciso di rovesciarlo attraverso arbitrarie iniziative di potere.
Per questo ci rivolgiamo a voi, parlamentari europei. E' in gioco il rispetto delle regole democratiche nel nostro paese, e quindi in Europa.
Vogliamo che sia considerata la volontà popolare espressa dai singoli stati membri dell'Unione, nel corso di libere e regolari consultazioni democratiche.
Il prossimo 15 giugno, vi chiediamo di votare contro il finanziamento europeo sulla ricerca sulle cellule staminali embrionali, perché ogni stato possa decidere, in assoluta autonomia, se supportare o no questo tipo di ricerche.
Promuovono l'iniziativa:
Associazione "Scienza & Vita", Fondazione Ideazione, Fondazione Magna Charta, Medicina e Persona, Movimento per la Vita, SAluteFEmminile, Universitas University.
E' IMPORTANTE CHE TUTTI - COMPRESO CHI HA GIA' SPEDITO DIRETTAMENTE L'APPELLO AI PARLAMENTARI - COMUNICHINO LA PROPRIA ADESIONE ANCHE A:
rassegnastampa@medicinaepersona.org
Basta una riga: aderisco all'appello ai parlamentari europei contro il finanziamento alle distruzione degli embrioni per la ricerca - o qualcosa del genere - e la firma. E' importante, perchè in questo modo le firme, oltre che arrivare una ad una ai singoli parlamentari, saranno raccolte e presentate tutte insieme da importanti associazioni.
Leggiamo, firmiamo, spediamo e diffondiamo
5 per mille
La tua firma per la vita, a Genova
Movimento per la Vita di Genova: Codice Fiscale 80054570108
Centro di Aiuto alla Vita di Genova: Codice Fiscale 95003360104
Aiuta anche tu le nostre associazioni : la legge finanziaria 2006 ha introdotto, in via sperimentale, la possibilità per il contribuente di destinare il 5 ‰ delle proprie tasse anche a favore di enti di volontariato: nella tua prossima dichiarazione dei redditi (Unico, 730 o CUD) è sufficiente firmare nella casella riservata al “Sostegno del volontariato, … ” ed indicare il Codice Fiscale dell'associazione prescelta.
Aderire al 5 ‰ non comporta costi aggiuntivi, ma rinunciare a questa opportunità non comporta neanche vantaggi economici: l'importo dell'IRPEF dovuto non sarà infatti in alcun modo modificato !
Inoltre potrai continuare a scegliere di devolvere l'8 ‰ allo Stato, alla Chiesa Cattolica o alle altre confessioni religiose.
Appello di fattisentire.net: "Famiglia, non PACSate!"
I PACS sono una unione senza doveri.
Un tentativo, dunque, di relativizzare e ideologizzare la realtà della famiglia.
Non si rende più "umana" la legislazione, adottando i pacs, ma si creano le condizioni per una ancora maggiore precarietà di queste unioni.
Non vogliamo consegnare le generazioni future a una società senza valori forti e famiglie salde nell'impegno coniugale. E per questo intendiamo farci sentire
"Famiglia, non PACSate"
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