Condannata a morte

PER EMERGENZE:

(Una gravidanza inattesa o difficile, un aborto che ha lasciato una ferita così profonda da sembrare inguaribile......)

SOS Vita



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Si è costituita la Segreteria del Comitato Ligure Scienza & Vita - per la legge 40/2004 in vista del referendum

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“I tempi si fanno difficili.
I nostri valori, di noi laici e

credenti, sono oggi sottoposti a sfide ieri appena concepibili per effetto delle conquiste scientifiche. L’ingegneria genetica, le manipolazioni, le clonazioni, le riproduzioni biologiche di ogni tipo pongono problemi nuovi ai quali siamo così impreparati che talvolta li risolviamo in fretta, con supponenza filosofica e etica, o per interesse spicciolo, o per convenzione improvvisata o con fughe in avanti”.

Davanti a queste derive “ritengo che si debba, in sede filosofica e morale, adottare la posizione che l’embrione è persona fin dal concepimento”.

Marcello Pera,
Presidente del Senato
“Senza radici”, Mondadori 2004


Così parlò il Jolly


Parole per la vita

 


Già dalle poche immagini mostrate in questi giorni da tutti i canali televisivi sembrerebbe chiaro che lo stato vegetativo non corrisponde alla situazione di Terri: abbiamo visto infatti una donna che segue con lo sguardo le persone attorno a lei, che sorride, che risponde agli stimoli, che mostra di riconoscere i suoi familiari, che emette suoni. Pare quindi più corretto definirla semplicemente una grave disabile fisica e psichica. Eppure la vogliono uccidere. Di fame e di sete. Perchè tutte le sue funzioni vitali sono funzionanti, e non c'è alcuna spina da staccare...
Di Claudia Navarini.

La vogliono sopprimere perchè “se la psiche e la coscienza non funzionano più la vita che resta non è più vita umana” (Margherita Hack).
Ma gli scienziati sanno cos'è la coscienza?
E qualcuno sa come cosa sia concretamente la vita mentale
di Terri Schiavo oggi?
E che per questa sua condizione sia meglio che muoia?
Di Nicoletta Tiliacos.

A volere la morte di Terri è il marito Michael Schiavo, ora risposato e con due figli. Questa sarebbe stata la volontà espressa verbalmente dalla moglie quando era ancora capace di intendere e di volere.
Di parere diametralmente opposto sono i genitori di Terri, che affermano con fermezza il valore incommensurabile della vita anche nell'handicap, che ribadiscono di avere sempre condiviso tali convinzioni con la figlia, anche a motivo della loro fede cattolica, e che hanno continuato per tutto il tempo a mantenere con Terri un'intensa relazione affettiva.
I geniori vogliono tenere in vita Terri,
e parecchie sentenze hanno dato loro ragione.

Ma il marito di Terri non è solo. Dietro Michael Schiavo sa che c'è qualcosa in “più” della vita di Terri: un enorme cambiamento etico e culturale.
I l legale del marito di Terri Schiavo è George Felos, avvocato e guru new age, attivissimo sul fronte del “diritto a morire”. Questo caso, in effetti, potrebbe avere per gli Stati Uniti lo stesso valore della famosa sentenza Roe vs. Wade, che nel 1973 introdusse l'aborto volontario negli USA.
Per il sistema giuridico americano, infatti, le sentenze hanno una valenza esemplare. Costituiscono un precedente autorevole che sostanzialmente equivale ad una legge, anche in assenza di un pronunciamento federale.

Di più: l'eventuale legalizzazione dell'eutanasia negli Stati Uniti avrebbe una formidabile ricaduta a livello mondiale, soprattutto in un momento storico in cui l'amministrazione di questo Paese ha assunto - sia in politica interna che nelle sedi internazionali - posizioni coraggiose, in controtendenza rispetto alla dominante cultura utilitaristica e materialista: sull'aborto, sull'educazione alla castità, le cellule staminali, la clonazione umana.

Ecco allora una furia neo-giacobina che è si scatenata contro chi intralcia la "salute pubblica", contro chi (come quella donna arrestata in Florida perchè voleva portare l'acqua a Terri Schiavo) ostacola i piani della salute perfetta (ma anche successo, etc.) come unico criterio di dignità della vita. E chi non è degno, venga ucciso. Anche contro ogni umanissimo dubbio. Anche contro la ragionevolissima proposta di lasciar vivere almeno quei disabili che abbiano qualcuno che intende accudirli, come Terri Schiavo.
Di Giuliano Ferrara.


Quando l'interesse dei forti prevarica
il diritto - il più elementare - dei deboli

L'Associazione Italiana dei Bambini Cerebrolesi lancia l'allarme: “In Italia ci sono migliaia di persone in condizioni di gravità paragonabili o 'peggiori' di quelle di Terri”. “Cosa facciamo, le eliminiamo? E continuiamo poi eliminando gli anziani soli? I poveri? Gli zingari? I malati di mente? Tutti coloro che la società ritiene possano risultare un peso inutile?”.

Marco Doldi ricorda il pensiero della Chiesa, espresso già nel 1951 da Pio XII: “Non vi è nessun uomo, nessuna autorità umana, nessuna scienza, nessuna indicazione medica, eugenia, sociale, economica, morale, che possa esibire o dare un valido titolo giuridico per una diretta deliberata disposizione sopra una vita umana innocente, vale a dire una disposizione che miri alla sua distruzione, sia come a scopo, sia come a mezzo per un altro scopo” (“Discorso” 29/10/51).

Intanto, al cinema va di moda la morte, che non è dolce e solo si finge voluta (CinEutanasia e i Leoni di Venezia).


La volontà di Terri

Sul caso Terri Schiavo, il Corriere della Sera dà ampio rilievo a un articolo di xxx, che sarà pubblicato sul prestigioso "New England Journal of Medicine". L'autore, Timothy Quill, non ha mai visitato Terri, pertanto dà indicazioni generali.
In particolare, dice che bisognerebbe fare ciò che vorrebbe la paziente.
Se i riferimenti alla volontà della paziente non fossero chiari, dovremmo perseverare sulla strada del trattamento prolungato anche in caso di persistente stato vegetativo.

Ma, aggiungiamo noi, come si fa a conoscere ora la volontà del paziente?
Come avrebbe potuto conoscere Terri la realtà del suo stato attuale?
Terri sarebbe d'accordo a darsi la morte?
Terri non è efficiente. Terri costa. Soldi e fatica.
Però la sua presenza ci insegna che la vita - fortunatamente - non è solo efficienza e utilitarismo.


Risvegli

"Inerti assoluti", vivono per anni in un mondo loro. Che non è detto sia peggio del nostro. Poi capita che si risveglino. E sono contenti. Sicuramente più di molti di noi. E perchè mai dovremmo ucciderli? E perchè dobbiamo uccidere Terri Schiavo?
Le storie del Dottor Sacks, il celebre neurologo del Mount Carmel Hospital, alla cui opera si è ispirato il celebre film Risvegli con Robert De Niro e Robin Williams.

Luca si è risvegliato dopo anni di stato vegetativo, mostrandosi grato per l'amore e le cure ricevute. Il padre di Luca ha fondato a Bologna la Casa dei Risvegli: "Queste persone potrebbero non svegliarsi mai, ma vivere comunque, e far vivere ai familiari una vita pressoché normale".
"Non abbiamo mai sentito di una famiglia che voglia farla finita, e allora quella che stanno esercitando su Terri non è altro che violenza".
"Il coma va avvicinato alla vita, non costretto alla morte".
La Casa di Luca, di Annalena Benini.


Il Cottolengo e la cura degli incurabili
(o sono mostri?)

La cura dei malati era una caratteristica del cristianesimo delle origini.
Il medioevo cristiano ha inventato gli ospedali.
Perchè è solo con il cristianesimo – proprio perché è basato sulla forza redentrice di una vittima innocente e sconfitta – che la pietà e la cura per la vittima sono entrate nel mondo.
Di Antonio Socci.


Corrieraccio, che passione

Venerdì santo è un giorno di morte.
Ma del duello tra Cristo e la morte non c'è gran traccia sul corrierone.
Solo in basso a pag. 20 (proprio così: pagina venti) un articoletto dove si annuncia "La via Crucis in video del Papa", con occhiello ottimista: "I testi di Ratzinger: la Chiesa sembra una barca che sta per affondare" (peccato che i motivi per cui la Chiesa è in difficoltà sono l'esatto contrario di quelli su cui pontifica il corrieraccio, ma questo è un altro discorso).

Non mancano però le notizie di morte, il venerdì santo, in prima pagina. Intervista a Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana, 60.000 (sì, avete letto bene: solo sessantamila) votanti in Italia.
Titolo: "Islam e fecondazione: no all'eterologa e poi tre sì". Poi leggi l'articolo e scopri che in realtà Scialoja a votare non ci va. Ah...
Ma non per far mancare il quorum... (anche se Scialoja riconosce la liceità della posizione della Chiesa)
E allora perchè? Per sfiducia nel sistema politico italiano... Ah... E nessuno a dirgli niente, a questo elettore che non va a votare (tra l'altro, alle elezioni), addirittura per sfiducia nel sistema. Anzi, gli fanno la pubblicità per dire che cosa voterebbe (e in realtà non voterà... ).
Un "no" (sull'eterologa) e tre "sì", il suo responso. Perchè: "Per noi la vita inizia a 40 giorni dal concepimento, e siamo favorevoli alla ricerca".
Altro che i cattolici oscurantisti dogmatici anti-scienza, vero corrierone?
Peccato che, da una parte, la Chiesa cattolica sta al passo con la scienza (la vita umana inizia col concepimento, non c'è soluzione di continuità nello sviluppo umano dal primo momento della fecondazione) e non usa criteri fideistici (ad esempio, la presenza dell'anima) per distinguere tra uomini e non-uomini. Dall'altra, chi è "favorevole alla ricerca" si basa sul dogma dei "40 giorni" (tra l'altro nenache completamente condiviso nel mondo musulmano, come correttamente riportato da Scialoja nell'intervista).

A rincarare la dose, appena sotto, la critica di Don Zega a Ruini: "l'astensione non è intelligente". Ebbravo Corriere. Per mesi a diffamare che l'astensione non era lecita. Finalmente hai capito che è perfettamente lecita (però è stato necessario rinfrescarti la memoria: Pannella sostenne l'astensione al referendum sulla scala mobile, Fassino al referendum sull'articolo 18).
Adesso ci argomenti che l'astensione non è intelligente. "Si è persa l'occasione per rendere più consapevoli e coinvolgenti le scelte dei cittadini, credenti e non, che guardano alla Chiesa come a un referente affidabile, soprattutto su temi alti quali l'inizio e la fine della vita umana. Il risultato è che adesso il non voto... appare più un allineamento che il frutto di un convincimento maturato nella coscienza collettiva", dice Don Zega.
A parte che - a proposito di allineamenti - quel "convincimento maturo"sa tanto di "cattolico adulto"... Comunque, non lo sa Don Zega che il non voto è un doppio no, al merito e al modo del referendum? Non sa che il referendum è un quesito di parte, e che il manacato raggiungimento del quorum significa anche non dare un finanziamento di 2 milioni di Euro - pubblici - ai proponenti? Non lo sa che il non voto non significa affatto disimpegno? Non lo sa che l'unico giornale cattolico nazionale - Avvenire - è impegnato da mesi nel divulgare - anche con un inserto speciale bisettimanale - i motivi dell'astensione? E se Don Zega ha così a cuore la vita e la bioetica e l'informazione e la formazione dei suoi lettori, perchè non dedica i suoi articoli a controbattere le ridicole affermazioni dei sostenitori del "sì"? Perchè non svela gli interessi che stanno dietro il business della procreazione assistita? Perchè, come ha fatto il Dottor Piccinni ai Lincei, non racconta le storie delle vittime? Perchè non spiega chiaramente - come invece sta facendo Avvenire - che le battaglie sulla bioetica saranno decisive per il futuro nostro, delle nostre famiglie e della nostra società? Non lo sa che sostenere pubblicamente l'astensione al referendum in nome della vita sia un atto coraggioso, di fronte all' "allineamento" dei mass-media italiani? Pensa Don Zega che sia così facile convincere la gente a non andare a votare, mentre tutta la stampa e la TV è schierata compatta nello screditare chi sostiene l'astensione? Non lo sa che il Comitato Scienza&Vita - laici e cattolici - sostiene il non-voto per motivi scientifici e non certo di allineamento? Non lo sa che il sito per la difesa della legge 40 si chiama www.impegnoreferendum.it?
E noi che pensavamo che fosse un giornalista, informato...
Ebbravo corrieraccio. Continuando nella sagra dell'ovvio, ti abbiamo mostrato anche che l'astensione è intelligente...
Quando arriverai a facri dimostrare che l'astensione è - chessò - saggia, bella, sexy?
Che sia anche vincente, invece, te lo mostreremo a giugno... :-)

Sempre sull'astensione, sdottora anche Sergio Romano, rispondendo a una lettera in cui si dice che: "Il referendum viene indetto per conoscere in modo democratico l'opinione dei cittadini. Astenersi e predicare l'astensione significa mirare a rendere del tutto inefficiente questa opinione. Questa mancanza di rispetto al parere della maggioranza mi sembra decisamente antidemocratica e anche un poco sleale perchè conta come altrettanti NO le assenze di coloro che, per motivi vari, non hanno voluto o potuto andare a votare".
Noi avremmo risposto che l'astensione è una delle tre legittime prese di posizione di un cittadino di fronte a un referendum proposto da una parte politica (Come ben sanno anche Pannella, che sostenne l'astensione al referendum sulla Scala Mobile, e Fassino, che sostenne l'astensione contro il referendum sull'Articolo 18). E, soprattutto, avremmo sottolineato che il referendum NON "viene indetto per conoscere in modo democratico l'opinione dei cittadini", MA per abrogare una legge discussa e approvata dal Parlamento legittimamente eletto, a cui il popolo ha delegato la propria rappresentanza. Il referendum è un azione di un parte politica che si prefigge - legittimamente, è ovvio - determinati obiettivi. I cittadini possono sostenere questa azione o no, del tutto legittimamente, coscientemente e senza alcuna differenza morale tra il voto e il non-voto al referendum.
Cosa risponde, invece, l'ex-ambasciatore? Che i problemi sollevati dal lettore (Evviva! il quorum - previsto dalla Costituzione - è un problema!) sarebbero risolvibili eliminando il quorum (ma va!!!) e aumentando il numero di firme (magari anche false...) richieste per indire un referendum. Wow!!!

Sempre venerdi santo, ancora in prima pagina, : "Per Baget Bozzo «eutanasia legittima» Berlusconi d'accordo" (E appena sotto, una foto "bella" di Berlusconi, cosa piuttosto rara sul corriereone... ). Berlusconi si dichiara d'accordo sulla posizione del sacerdote genovese, che definisce "comprensibili" le posizioni di entrambe le parti (marito e genitori) nella vicenda Schiavo.
In realtà, nell'intervista, Baget Bozzo dice chiaro e tondo che:
1- "Il principio che non siamo padroni della vita è l'ultimo vincolo di tradizione cristiana, e nella nostra società eliminarlo sarebbe perturbante."
2- "Credo che sia molto difficile legiferare su questa materia rispettando tutte le parti"
3- "C'è il pericolo che se la vita diventa disponibile per mia volontà, possa diventarlo anche per volontà di altri"
Finezze che al corrierone sfuggono... Ecco il titolo: "La dipendenza da una macchina non è vita", introdotto da un universale "Il sacerdote", come se tutti i sacerdoti la pensassero così...

Sabato santo, altro capolavoro acrobatico del corrieraccio. Questa volta la vittima-complice è il filosofo cattolico Giovanni Reale, che dice (pagina 8):
1- "Viviamo in un tempo anticristiano e antireligioso. Basta vedere le reazioni alla posizione della Chiesa sui referendum, come se non fosse suo dovere parlare!"
2- "Come uomo credente e libero, ho già detto che la legge sulla fecondazione assistita non mi piace e andrebbe modificata". (Tra parentesi, non specifica perchè vorrebbe cambiarla, la legge 40. Magari - se è un buon cattolico - la pensa secondo il magistero della Chiesa, e cioè che la fecondazione artificiale non è lecita in alcun caso, perchè comporta la soppressione di embrioni e perchè separa la procreazione dall'atto unitivo. E magari, appunto, Reale vorrebbe modificare la legge in senso restrittivo, ma questi dettagli al corrierone non interessano proprio...)
Avesse detto solo questo, col cavolo che il corrieraccio gli avrebbe dedicato una riga. Ecco allora che Reale aggiunge: "Sto pensando di andare sì a votare, ma mettere nell'urna una scheda bianca". Apriti cielo: il corrierone, raggiante, può sparare il titolone: "Voterò, ma difendo Ruini". E nell'occhiello, a rafforzare il concetto: "La legge non va, però il clima di scontro non mi piace: lascerò bianca la scheda".
Ebbravo Reale, finalmente l'ha capito anche lei! Se sei cattolico e vuoi un po' di spazio sul corrierone non hai che una cosa da fare: far balenare l'idea che andrai a votare al referendum. Così possono spararti un bel titolone e ti dedicano anche una bella foto.
Ma ne vale la pena?


Le altre Prime Pagine:
28 Marzo 2005
21 Marzo 2005

14 Marzo 2005

7 Marzo 2005

Febbraio 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Novembre 2004
Settembre 2004


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