Se viene raggiunto il quorum, indipendentemente dall'esito dei referendum,
i promotori riceveranno 52 centesimi di Euro per ogni firma raccolta, per ogni quesito.
Facendo i conti, la somma per 4 quesiti (capito perchè il quesito non è uno solo... ) fa un milione e quaranta mila Euro: due miliardi di Lire.
Soldi di noi contribuenti, che i destinatari impiegheranno in ulteriori campagne contro la vita e la famiglia.
Con questo budget, invece, il progetto Gemma del Movimento per la Vita aiuta 350 mamme in difficoltà, salvando la vita ad altrettanti bambini.
L'intervista a Giorgio Gibertini, responsabile giovani MPV.
Un motivo in più per non andare a votare un referendum contro l'uomo.
Sirchia e il caso Terri Schiavo: «Eutanasia, una scorciatoia orribile camuffata da atto d'amore»
Il ministro della Salute Sirchia attacca sull'eutanasia: «Basta con i radical chic che imboccano la strada dell'estremismo»
L'ABC sulla fecondazione artificiale
Da qui a qualche mese siamo chiamati a combattere una battaglia fondamentale. La posta in gioco è la vita di milioni di persone. Non c'è posto per la tiepidezza e l'indifferenza. Prima cosa, informarsi. Poi portare il nostro messaggio di vita e di speranza agli altri. Per vincere. Ecco allora un piccolo “dizionario di bioetica”. Chissà che non possa tornare utile per entrare nell'argomento, o per fare un bel ripassino.
Il glossario di www.impegnoreferendum.it
Piccola guida alla Legge 40, da Città Nuova
Piccolo dizionario di bioetica, di Francesco Bellotti
Non votare? E' la scelta giusta
Parola di Fassino (2003, Referendum Articolo 18)
«Se un referendum è sbagliato, bisogna ridurne i danni, far mancare il quorum ».
Chi l'ha detto? Sorpresa: il segretario dei Democratici di Sinistra, nella campagna attorno al quesito sull'Articolo 18.
Parliamo del 2003. Peccato che oggi il suo partito definisca «equivoca» la stessa scelta del non voto proposta da altri, e parli di «sotterfugio»...
Direttamente dal sito dei Ds...
Intervista al segretario, Piero Fassino
Intervista all'ex segretario della CGIL, Sergio Cofferati
Comunicato della segreteria nazionale dei DS per l'astensione
Il cattolico adulto? Al referendum non va a votare
Dopo la sparata della scorsa settimana ("Sono un cattolico adulto e vado a votare"), il leader dell'Unione Romano Prodi precisa, in una lettera a Famiglia Cristiana, che sono cristiani adulti "anche coloro che non si recheranno a votare".
Ma allora, visto che è cristiano adulto sia chi a votare ci va, sia chi non ci va, che differenza c'è? In altre parole, cosa c'entra il cristiano adulto?
In realtà, il cristiano ha il dovere di difendere la vita umana,
dal concepimento alla morte naturale, tanto più nelle situazioni
di estrema debolezza e povertà, come appunto l'embrione. Pertanto il cristiano ha il dovere di opporsi a qualsiasi modifica peggiorativa della legge 40 (che pure non è una legge corretta dal punto di vista cattolico, ma sarebbe ulteriormente peggiorata se i referendum dovessero aver successo).
E il cristiano adulto ha una responsabilità di fronte alla propria famiglia, alla società e alla storia. E sa che la politica istituzionale (come i referendum) non è una discussione accademica, ma una questione anche di numeri. Dove i voti si contano. E dove per vincere bisogna seguire una strategia mirata. Prodi, che è leader di uno schieramento che va dall'Udeur e dalla Margherita fino a Rifondazione Comunista e che persino nel nome (l'Unione) si richiama all'importanza dell'unire gli sforzi per conseguire l'obiettivo, queste cose le sa bene. E allora, da cattolico convinto della necessità di difendere la vita umana, dovrebbe unirsi al comitato - laico - di difesa della legge 40 (il comitato Scienza&Vita), che ha scelto l'astensione come mezzo più appropriato per difendere la legge 40 dall'attacco di chi vuole la sperimentazione sugli embrioni (sottraendo di fatto soldi alla ricerca - ben più efficace - sulle cellule staminali adulte), di chi vuole permettere il congelamento degli embrioni, di chi vuole la selezione degli embrioni (e quindi della razza umana), di chi vuole la fecondazione eterologa.
Nei referendum abrogativi la Costituzione prevede tre possibilità - tra cui anche l'astensione - distinte e tutte ugualmente legittime. Attraverso l'astensione l'elettore esprime non solo la volontà di non modificare, ma anche il rifiuto al mezzo stesso del referendum per abrogare una legge dello Stato, legittimamente promulgata dal Parlamento dopo anni di discussione e non semplificabile a un sì/no emotivo e politicizzato.
Corrieraccio
Visto che i veri avversari sono a favore dell'astensione, il Corriere della Sera - schieratissimo pro-referendum - ha un unico obiettivo informativo: ignorare e/o delegittimare le posizioni pro-astensione per fare in modo che il quorum venga raggiunto.
Ecco allora tutta una serie di editoriali e interviste in favore del "no" (che significa, appunto, aggiungere voti comunque utili al raggiungimento del quorum).
Peccato che i testimonial del "no", detto con tutto rispetto, non siano il massimo della credibilità. Se le "punte" del "no" sono il vescovo emerito di Nuoro (che pure ha ritrattato e detto che non si recherà alle urne - ma il suo pensiero è riportato ironicamente come un poco convinto "adeguarsi" al "diktat" della Cei) e il vescovo emerito di Foggia, beh, allora questo conferma pienamente che il fronte laico&cattolico per la difesa della legge 40 è decisamente coeso sulla posizione dell'astensione.
Sabato 19 marzo ampio spazio a Margherita Boniver: "L'esecutivo cerca di compiacere la Chiesa" è il titolone. E poi gli occhielli: "Andrò a votare e dirò quattro sì convinti per cambiare una legge che mortifica la laicità dello Stato". "Forza Italia? Bisbigliano, sono intimoriti, infastiditi. Nessuno che si ribelli apertamente".
Non hanno argomenti. E non trovano di meglio che diffamare la Chiesa. Ecco così la vecchia leggenda nera dei cardinali potenti e dei politici sudditi. In realtà la Chiesa difende la vita umana, su posizioni assolutamente "laiche", come "laica" - e non cattolica - è la legge 40. E perchè mai il parlamento deve essere dipinto come strisciante al potere vaticano ora che difende una legge che ha votato liberamente? E quale sarebbe, concretamente e non leggendariamente, il potere vaticano?
Su quale sia, invece, il business della fecondazione artificiale, abbiamo già pubblicato più di una autorevole testimonianza (esempio: Piccinni e Porcu).
Martedi Panebianco si interrogava sui referendum: due sì, un no e un anstensione per incertezza sul da farsi. E' vero che il voto è una questione di coscienza e personale. Ma votare a un referendum non significa rispondere a domande accademiche. Non sei solo tu che voti.
Perchè Panebianco non scrive che votare no - per chi vuole mantenere la legge così com'è - non ha alcun senso politico concreto, visto che i difensori della legge sono per l'astensione?
L'ha capito anche Giulio Andreotti, che inizialmente si era schierato per il no, pensando a una sorta di dovere morale di voto. Ma i cristiani devono essere buoni cittadini, ma anche ben informati (pertanto consapevoli delle tre legittime possibilità con cui rispondere a un referendum) e intelligenti (pertanto capaci di scegliere la strategia politica più opportuna).
In un' intervista al Corriere di domenica 20 marzo, Andreotti dichiara di aver cambiato idea, e di essersi schierato per il non voto.
Amato, le coscienze e il parlamento
Sempre sull'astensione, attacco di Amato, riportato da molti giornali:
«Non andare a votare significa pensare che esiste una maggioranza per il "no": ma quale forza hanno i miei argomenti etici
se non faccio le verifiche delle coscienze?».
Non è assolutamente vero che pensiamo che chi - come noi - intende difendere legge 40 sia minoranza nel paese.
Anzi, lo dimostreremo, impegnandoci nel referendum e facendolo fallire,
facendogli mancare il quorum. Il che è del tutto legittimo ed è la nostra scelta strategica (astensione come doppio no: no a modifiche peggiorative sulla legge e no al metodo semplicistico del referendum abrogativo per risolvere problematiche così complesse e delicate).
Inoltre, il fatto che chi è contro la legge 40 in Italia sia minoranza
l'ha già dimostrato l'approvazione stessa della legge da parte del parlamento italiano, dove i rappresentanti del popolo, legittimamente eletti, hanno preparato la legge su sollecitazione - avanzata da ben tre legislature - della Corte Costituzionale, che considerava inaccettabile il precedente Far-West nel campo della fecondazione artifciale.
In tempi in cui anche il Presidente della Repubblica Ciampi sottolinea l'importanza del Parlamento come luogo deputato della democrazia, perchè Amato crede che chi difende la legge 40 non rappresenta la maggiornaza degli italiani?
Salute riproduttiva, il dogma della donna per l'ONU
A dieci anni dalla conferenza ONU di Pechino sulla donna, gli obiettivi prefissati sono ancora lontani. Dall'ONU nessuna autocritica. Eppure i problemi sembrano tutti intrinseci alla politica ONU secondo cui l'istruzione, il lavoro, i diritti politici, sembrano contare meno della "salute riproduttiva". Anzi, si sottintende che saranno la conseguenza del controllo della fecondità.
Ma aborto e preservativi non significano libertà della donna.
Di Lucetta Scaraffia.
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PER EMERGENZE :
(Una gravidanza inattesa o difficile, un aborto che ha
lasciato una ferita così profonda da sembrare inguaribile......) SOS Vita 
(24 ore su 24 e 365 giorni all'anno) Per offrire amicizia, consigli, incoraggiamento e sostegno con
la convinzione, nata dalla lunga esperienza, che nessun problema è
irrisolvibile. La risposta non sarà solo telefonica: potrà essere attivato un
sostegno concreto di pronto intervento attraverso i Movimenti e Centri sparsi
in tutta la Regione.
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